Il nuovo allenatore del Milan si sta facendo conoscere, tra cambiamenti tattici e di abitudini a Milanello. Attenzione alle conferenze: non sarà banale
Il primo passo è tagliare i convenevoli: si chiama Ruben Filipe Marques Diogo Amorim, ma diciamo che Ruben va bene per tutti. Il secondo è guardare dentro l’uomo e capire qualcosa di lui. Il Milan dopo una settimana di allenamenti ha compreso di più dell’allenatore scelto da Gerry Cardinale per riportare la squadra in Champions (e il resto, chissà). Amorim è un uomo di determinazione e sorrisi. È arrivato a Milano con una grande voglia di dimenticare Manchester, e quella si è notata subito: il primo tratto distintivo. Il secondo: dal primo minuto, ha cercato di coinvolgere la squadra con un atteggiamento positivo. Non è un battutista alla Allegri ma cerca di creare un’atmosfera positiva e generare empatia.
lingua e comunicazione—
Amorim ha iniziato dalla lingua. In campo parla inglese ma si è messo in testa di imparare presto l’italiano, con cui programma di esprimersi presto. Nel primo allenamento ha parlato a lungo con Mario Gila e chi frequenta Milanello dice che cerca il dialogo con i giocatori, parla, spiega. La comunicazione sarà importante nei prossimi mesi perché Amorim sa essere diretto nelle risposte e nei commenti. Questo può portare vantaggi e svantaggi, può renderlo un allenatore magnetico ma anche esporlo a critiche. Dopo 12 mesi vissuti da Allegri col pilota automatico, sempre molto politicamente corretto e quasi mai incisivo con frasi a effetto, la linea è destinata a cambiare.
amorim in campo—
Amorim è rimasto colpito positivamente da Milanello e nei primi dialoghi con Gonçalo Ramos gli ha parlato del Milan come di una famiglia. La volontà di andare in quella direzione e costruire una squadra molto unita è evidente. Riuscirci ovviamente è meno semplice, e tanto dipenderà da agosto, con il rientro dei giocatori impegnati al Mondiale. In campo, di sicuro, niente doppi allenamenti: ci si allena una volta al giorno, di solito al mattino, con una sola seduta, spesso più lunga del normale.
la tattica—
La difesa a tre è il punto di partenza e già dal primo allenamento il Milan è stato schierato con il 3-4-2-1. Questo è stato chiaro dal principio: Amorim allenerà per avere una squadra intensa, aggressiva, pronta ad andare in verticale, con due esterni chiamati a creare e due seconde punte dietro a Gonçalo Ramos. Questo si poteva capire già guardandolo tra Portogallo e Inghilterra? Vero, ma Milanello, anche a luglio, conferma. Amorim e la sua difesa a tre staranno assieme in estate, autunno e inverno, finché crisi di risultati non li separi.
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