L’operazione della Guardia di finanza in Toscana partita dopo le dichiarazioni dell’ex boss, oggi 72enne e in precarie condizioni di salute
Orologi di lusso di marchi come Rolex e Cartier, quadri e auto, oltre che immobili e tantissimo denaro contante. Il bilancio dell’ultimo colpo inferto dalla Guardia di finanza a Felice Maniero e alla Mala del Brenta ammonta a oltre due milioni di euro. Tanto valgono i beni sequestrati nell’operazione di stamattina, lunedì 20 luglio. L’indagine, svolta dalla procura di Venezia, ha portato alla confisca nei confronti di un uomo, considerato un complice dell’ex boss e già condannato per aver riciclato proventi illeciti riconducibili allo stesso Maniero. L’operazione è stata condotta dai militari del Nucleo speciale polizia valutaria della Guardia di finanza, con il supporto dei finanzieri dei Comandi provinciali di Venezia e Firenze.
Le indagini
Le indagini scaturirono dalle dichiarazioni dell’ex boss, e hanno consentito di individuare la destinazione dei proventi illeciti dei reati commessi dall’associazione mafiosa, tracciando così il flusso di denaro sporco riciclato in beni immobili e mobili. Il sequestro, disposto dal tribunale di Venezia, è avvenuto a seguito della sentenza definitiva di condanna del complice di Maniero. In tutto, i militari hanno tolto dalla disponibilità del condannato due immobili (uno in provincia di Firenze e uno in provincia di Lucca), cinque auto, gioielli e quadri di valore affidati in amministrazione giudiziaria, disponibilità finanziarie depositate presso i conti correnti e il contenuto delle cassette di sicurezza di due istituti bancari della provincia di Empoli (denaro contante per 90mila euro e 15 orologi di lusso), per un ammontare complessivo sottoposto a confisca pari a circa 2 milioni di euro.
La depressione e il ricovero in Rsa
Collaboratore di giustizia dal 1995, «Faccia d’angelo» (il soprannome con cui è noto Felice Maniero) oggi ha quasi 72 anni e vive in una casa di riposo in Veneto, colpito da una grave forma di depressione. L’ultima sua «apparizione» riguarda il proscioglimento nel processo per la società Anyaquae, giunto proprio per via delle sue condizioni di salute: la linea della difesa, che sosteneva l’impossibilità di Maniero di partecipare al processo, era stata accolta dal giudice Luca Tringali. Oggi Maniero è ricoverato per curarsi da «una fortissima depressione», spiegava in primavera il suo legale Iorio, «molto legata al distacco dei famigliari e dai figli oltre al peso per il suicidio della figlia Elena, avvenuto a Pescara il 20 febbraio 2006».
20 luglio 2026 ( modifica il 20 luglio 2026 | 12:44)
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