La piattaforma licenziata dai sindacati riguarda 35mila dipendenti. L’aumento tutela il potere d’acquisto
Oltre 500 euro di aumento, diritto alla disconnessione, meno ore settimanali, più ferie, no all’intelligenza artificiale se sacrifica posti di lavoro, eliminare la differenza di stipendio tra maschi e femmine. Avanza l’iter per il rinnovo del contratto collettivo dei lavoratori del credito cooperativo. Oggi, lunedì 20 luglio, le segreterie nazionali dei sindacati del credito cooperativo (Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Ugl Credito, Uilca) hanno formalmente condiviso l’ipotesi di piattaforma su cui si innesterà la nuova cornice lavorativa che riguarda più di 36mila dipendenti del credito cooperativo.
Le richieste contenute nel documento prevedono 518 euro lordi mensili di aumento per la figura media di riferimento, una cifra che, secondo i sindacati, tutela il potere d’acquisto, redistribuisce produttività e redditività del sistema e rafforza le componenti stabili della retribuzione. Inoltre si chiede la riduzione dell’orario di lavoro a 35 ore settimanali a parità di retribuzione, una modifica possibile grazie ai recuperi di efficienza e dalla generazione di produttività di sistema dovuti all’impiego delle nuove tecnologie, e un giorno di ferie in più. «Il credito cooperativo avrà necessità di sviluppare e investire in un organismo nazionale, permanente e bilaterale, per garantire e governare tutte le sfide del futuro in un’ottica di stabilità occupazionale e di sostenibilità della crescita professionale di tutto
il personale del settore», dichiara il segretario nazionale della Fabi, Luca Bertinotti.
Le sigle vogliono poi percorsi di reinserimento e di progressione di carriera al rientro dalla maternità/congedo parentale, e prevedere incremento all’80% (dal minimo del 50%) del congedo parentale facoltativo; innalzare del 50% il periodo di aspettativa non retribuita al termine della finestra massima di malattia; eliminare il differenziale retributivo di genere e promuovere politiche strutturali di parità, inclusione e contrasto alle discriminazioni, introducendo formazione obbligatoria sui temi dell’inclusione e prevedendo criteri trasparenti, condivisi, non discriminatori per sviluppo professionale e percorsi di carriera. Tra le altre iniziative specifiche tutele per le donne vittime di violenza, attraverso procedure aziendali di denuncia, misure organizzative di protezione e strumenti di tutela che garantiscano sicurezza, riservatezza e salvaguardia occupazionale della vittima.
Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Ugl Credito, Uilca puntano poi a un permesso studio retribuito aggiuntivo di 150 ore annue per master, lauree, certificazioni e titoli analoghi e a politiche di ricambio generazionale attraverso part-time e percorsi di accompagnamento alla pensione collegati a nuove assunzioni.
La piattaforma passa ora agli organismi statutari per la validazione. A partire da settembre si avvierà il percorso assembleare unitario su tutto il territorio nazionale per la presentazione e l’approvazione da parte dei lavoratori. Le assemblee dovranno concludersi entro il 2 ottobre, conferendo il mandato per l’avvio della trattativa ufficiale con Federcasse
20 luglio 2026 ( modifica il 20 luglio 2026 | 18:34)
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