di
Silvia Morosi

La riduzione del ghiaccio marino spinge questa specie ad adattarsi, con conseguenze sulla crescita dei pulcini e sulla sopravvivenza delle popolazioni. Lo studio su Current Biology

La dieta dei pinguini in Antartide sta cambiando a causa del cambiamento climatico. E a confermarlo sono alcune immagini riprese dai satelliti, che messe a confronto hanno rilevato una diversa colorazione delle feci di questi uccelli acquatici. Come spiegato nello studio guidato da Casey Youngflesh dell’università americana di Clemson, pubblicato su Current Biology, nelle zone con una maggiore presenza di ghiaccio marino gli animali hanno una dieta ricca di pesce, mentre in quelle con meno ghiaccio questi animali sono costretti a cibarsi “solo” di krill, piccolo crostaceo meno ricco di calorie. Con ripercussioni dirette sui pulcini, che crescono sono più piccoli e deboli, e hanno una minore probabilità di sopravvivenza. 

Oltre a essere meno nutriente del pesce, il krill sta anche diventando meno abbondante in alcune aree del continente a causa dell’aumento delle temperature e del maggiore consumo da parte di foche e balene.



















































In particolare, le immagini dei satelliti Landsat della Nasa  hanno preso in esame gli ultimi 30 anni (dal 1984 al 2013) e «ci hanno permesso di fare qualcosa che altrimenti sarebbe stato impossibile», ha detto Youngflesh, chiarendo come la vera novità sia rappresentata dalla «capacità di mettere in relazione decenni di immagini satellitari con moderni strumenti geochimici, statistici e computazionali» per capire come cambiano le abitudini alimentari di questi uccelli marini in risposta ai cambiamenti climatici, in particolare alla riduzione del ghiaccio marino.

I risultati mostrano una tendenza preoccupante per la sopravvivenza di questa iconica specie: se il trend non si invertirà, i pinguini di Adelia (Pygoscelis adeliae) – la specie più rappresentata lungo le coste antartiche e sulle isole vicine – sarà costretta a una dieta a base di krill in aree sempre più vaste del suo ecosistema. Per questo, le misure di conservazione, inclusa la protezione degli habitat di nidificazione e la regolamentazione delle pratiche di pesca, sono essenziali per garantire la sua sopravvivenza.

Il lavoro – corredato anche dalla raccolta di campioni sul campo, analizzati in laboratorio – rappresenta il primo impiego delle osservazioni satellitari per studiare le dinamiche di una rete alimentare su scala continentale e decennale. «Il nostro studio illustra come il recente riscaldamento globale abbia sconvolto la rete alimentare marina antartica da cui dipendono i pinguini di Adelia, a scapito di molte delle loro popolazioni. L’Antartide ha subito rapidi cambiamenti ambientali negli ultimi decenni e questo approccio ci fornisce un nuovo e potente strumento per capire come questi abbiano influenzato i pinguini», ha evidenziato Michael J. Polito, professore di scienze oceaniche presso l’UC Santa Cruz e coautore dello studio.

I pinguini in Antartide mangiano sempre meno pesce e sempre più krill. La colpa è del clima che cambia. Ed è un problema serio

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21 luglio 2026 ( modifica il 21 luglio 2026 | 10:39)