Tra pochi giorni scenderà in pista la versione B dell’AMR26, la monoposto con cui Aston Martin ha affrontato una prima parte di stagione ben al di sotto delle aspettative. C’è chi parla di una profonda evoluzione, chi addirittura di una vettura completamente nuova, considerando che il progetto è stato sottoposto nuovamente a tutti i crash test, segnale di un intervento che ha interessato i punti chiave della macchina. Il debutto di una monoposto rivista rappresenta già di per sé una notizia, ma in questo caso potrebbe avere conseguenze che vanno ben oltre la pista.

Una Aston Martin lontanissima da ciò che avrebbe dovuto essere ha infatti bloccato programmi, modificato strategie e aperto scenari che fino a pochi mesi fa sembravano impensabili. La AMR26 B è destinata a rappresentare uno spartiacque: se le prestazioni saranno in linea con le aspettative, il progetto potrà riprendere quel percorso interrotto bruscamente nelle prime gare della stagione, quando è diventato evidente che il potenziale previsto dai tecnici non si sarebbe tradotto nei risultati attesi.

Il primo effetto riguarderebbe Fernando Alonso. Una Aston Martin nuovamente competitiva, anche in attesa dell’arrivo della power unit Honda evoluta, renderebbe molto probabile la permanenza in squadra dello spagnolo anche nel 2027. Sarebbe difficile immaginare Alonso rinunciare proprio nel momento in cui il progetto “Newey-Honda” inizierebbe finalmente a mostrare il proprio reale potenziale. Lawrence Stroll ritroverebbe fiducia nell’investimento fatto e i primi sei mesi della stagione potrebbero essere archiviati come una parentesi da dimenticare.

Presentazione Power Unit Honda RA626H

Presentazione Power Unit Honda RA626H

Foto di: Honda

Ma quando si porta in pista una monoposto così profondamente rivista non esistono certezze. Se la AMR26 B non dovesse confermare le aspettative, gli effetti rischierebbero di estendersi ben oltre i risultati in pista. Per Aston Martin questa rappresenta, sotto molti aspetti, un’ultima chiamata, e il primo nodo destinato a sciogliersi sarebbe proprio il futuro di Alonso.

Non è un mistero che il due volte campione del mondo abbia sul tavolo anche l’ipotesi di chiudere la carriera in Alpine, uno scenario anticipato da Motorsport.com nel weekend del Gran Premio di Barcellona. Una possibilità che potrebbe concretizzarsi nel momento in cui Fernando non intravedesse segnali di rilancio. L’operazione non sarebbe semplice, anche considerando l’importante ingaggio percepito da Alonso, ma il nuovo accordo di sponsorizzazione con il gruppo Gucci potrebbe offrire ad Alpine un margine economico maggiore per costruire un’intesa.

È proprio da questo possibile trasferimento che potrebbe prendere forma il primo effetto domino del mercato. Nel weekend di Spa Franco Colapinto è stato visto a cena con il team principal della Williams, James Vowles, mentre nella mattinata di sabato si è appreso di un ulteriore incontro tra i rappresentanti delle due parti. Un movimento che potrebbe trovare una spiegazione nel caso in cui Alonso scegliesse davvero Alpine. In quello scenario Colapinto perderebbe il sedile oggi occupato nella squadra francese e un ritorno in Williams rappresenterebbe una soluzione logica.

Carlos Sainz, Williams

Carlos Sainz, Williams

Foto di: Guido De Bortoli / LAT Images via Getty Images

A quel punto resterebbe da completare l’ultimo tassello, ovvero individuare il pilota destinato a raccogliere l’eredità di Alonso in Aston Martin. Negli ultimi giorni è tornato con insistenza il nome di Carlos Sainz, ma nel paddock viene indicato come possibile candidato anche Esteban Ocon, destinato a uscire dai programmi futuri della Haas. Sainz continua a essere accostato anche all’Audi, anche se al momento Nico Hülkenberg può contare su un contratto valido fino al termine della stagione 2027. Un accordo non rappresenta un ostacolo insormontabile, ma renderebbe inevitabilmente l’operazione molto più costosa.

Il debutto della AMR26 B rischia quindi di trasformarsi in uno degli appuntamenti più importanti della stagione anche fuori dalla pista. Dal livello di competitività della nuova Aston Martin potrebbe dipendere non solo il futuro del progetto di Silverstone, ma anche il primo vero effetto domino destinato a caratterizzare il mercato piloti del 2027.

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