di
Fulvio Bufi
Segni di fratture dai primi esami ma non di colpi d’arma da fuoco, oggi l’autopsia. Ancora giallo sul movente: si indaga sulle relazioni personali. L’Ordine dei biologi: non era nostro iscritto
Ossa rotte in tutto il corpo, dal cranio in giù. Il cadavere di Luigi Esposito, detto Luca, il giornalista cinquantatreenne trovato carbonizzato nella notte tra sabato e domenica in una zona di campagna di Eboli, era completamente devastato. Ma soltanto l’autopsia, che sarà fatta oggi, potrà dire se a causare tante fratture siano state violente percosse che l’uomo potrebbe aver subito, o se invece il fuoco abbia consumato talmente il corpo da arrivare addirittura a spaccarne le ossa.
Come è stato ucciso Luca Esposito?
È il primo punto da chiarire in questa complicata vicenda in cui niente sembra essere come appare. Non distante dal cadavere, per esempio, domenica notte è stato rinvenuto un proiettile, e si è subito pensato che potesse essere il colpo che ha ucciso Esposito. Ma ulteriori rilievi scientifici e balistici fanno mettere in dubbio anche questa ipotesi. Il giornalista, cioè, potrebbe essere stato ucciso in altro modo, ma le condizioni del corpo hanno reso finora impossibile stabilire come.
Non è certo nemmeno che Esposito sia stato ucciso dove è stato poi scoperto il cadavere, anche se in questo caso ci sono elementi che farebbero ritenere che il luogo del ritrovamento coincida con quello del delitto. Poco distante era infatti parcheggiata la Lancia Y del giornalista. Era chiusa e durante i rilievi è stata trovata la chiave, che verosimilmente la vittima aveva in tasca prima che il suo corpo venisse dato alle fiamme.
Si cerca un movente
Ma è soprattutto sul movente dell’omicidio che finora non si riesce a imboccare una pista apparentemente solida. Le indagini dei carabinieri, coordinate dalla Procura di Salerno guidata da Raffaele Cantone, privilegiano decisamente un movente riconducibile alla vita personale di Luca Esposito. Ma per ora non sanno quale.
La pista personale prevale nettamente su quella professionale perché l’attività di giornalista condotta dalla vittima non porterebbe da nessuna parte. Si occupava di calcio e seguiva, per alcune testate web ed emittenti locali, la Salernitana e la Juve Stabia che militano in serie C e serie B . Non risulta che si sia mai trovato in situazioni che potessero procurargli nemici nell’ambiente sportivo o delle tifoserie.
I dubbi sulla sua attività lavorativa. I biologi: non è un iscritto
Restano le sue millanterie sull’altro lavoro che sosteneva di svolgere: a tutti diceva di essere un dirigente dell’Arpac, l’Agenzia per l’ambiente, ma non era vero, non aveva mai lavorato lì. Né era dipendente della Regione Campania, come aveva scritto sulla sua pagina Facebook.
Perché dicesse queste bugie non si sa, né sono in grado di spiegarlo le due sorelle con le quali aveva rapporti pressoché inesistenti. Non solo: anche l’Ordine dei biologi regionale, in una nota, ha precisato che «non risulta alcun rapporto ordinistico tra l’Ente ed Esposito, che appare del tutto estraneo alla comunità professionale» dell’Ordine dei biologi della Campania e del Molise.
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21 luglio 2026 ( modifica il 21 luglio 2026 | 13:04)
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