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Nell’edizione trionfale di Wimbledon di quest’anno, Jannik Sinner ha servito 128 ace, l’anno scorso “soltanto” 62. Più del doppio. In totale, il numero uno del mondo nel 2026 ha toccato finora quota 454 ace; alla fine del 2025 si era fermato a 405. Numeri impressionanti, che certificano la capacità dell’altoatesino, riconosciuta anche da Ilie Nastase, di sapersi ricostruire da zero dopo un brutto risultato. Era la finale dello Us Open dell’anno scorso e Sinner servì sotto il 50% di prime palle in campo. Da quel lontano giorno di metà settembre sono passati 10 mesi e il servizio di Sinner è stato rimesso a nuovo. Forse anche grazie ad una volontaria imitazione.
APPROFONDIMENTI

I consigli di Djokovic e il lavoro dopo lo Us Open
Tutto comincia quattro anni fa, quando Darren Cahill, a giugno 2022, affianca Simone Vagnozzi come super-coach al’interno del team Sinner. Pochi giorni dopo l’altoatesino perde al quinto set ai quarti di finale di Wimbledon contro Djokovic, dopo aver condotto per due set a zero.
Come ormai è noto, Cahill andò da Djokovic a fine partita per chiedere lumi sulla prestazione del suo giocatore e sulle possibili direzioni di miglioramento. Il serbo fu schietto, ma sincero: «Jannik non ha gioco, tira forte ma sempre molto piatto. Non ha variazioni, è abbastanza innocuo». Le parole del tennista più vincente di sempre furono un monito prezioso per forgiare il futuro dell’italiano.
Ma il cambiamento più evidente avvenne dopo la finale degli Us Open del 2025. Alcaraz dominò quella partita, Sinner strappò un set ma giocò male e soprattutto servì malissimo. In conferenza stampa fu laconico: «Devo essere più imprevedibile e servire meglio. Anche a costo di perdere qualche partita».

I miglioramenti al servizio
Eppure, da quella domenica, di partite Sinner ne ha perse pochissime: da Flushing Meadows è caduto solo con Griekspoor a Shangai (ritiro per crampi), in Australia con Djokovic, a Doha con Mensik e al Roland Garros con Cerundolo (anche qui per ritiro).
4 sconfitte in 10 mesi sono un dato sensazionale, maturato anche grazie a quegli obiettivi che Cahill si sarà segnato sul suo taccuino: maggiore variazione e servizio più solido.
In particolare, è proprio quest’ultimo fondamentale ad aver aiutato Sinner nel raggiungimento delle ultime vittorie, in certi casi a togliere le castagne dal fuoco quando gli altri colpi non giravano come avrebbero dovuto. Ciò che stupisce del rendimento al servizio di Sinner è soprattutto la capacità di essere incisivo nei momenti importanti. Slice, kick, seconda palla, soluzione alla T, al corpo: sono tutte frecce formidabili dell’ampia faretra che Sinner si è costruito nel corso del tempo.
Pegula and Keys on Sinner’s serve:
“Basically it’s like: pick someone to watch and then just try to copy their serve. He watched John Isner and he was like ‘Okay, got it!’.”
“They should give awards.
Sinner’s serve is a joke. Every time I watch him, I’m like ‘there’s no way…
— janniksin archive (@sinnervideos) July 17, 2026
L’ipotesi di Madison Keys
Tuttavia, può darsi che l’italiano abbia preso un preciso modello di riferimento. Questa è l’ipotesi di Madison Keys, tennista americana al numero 23 del ranking WTA, nel podcast The Player’s Box curato insieme alle colleghe Jessica Pegula, Jennifer Brady e Desirae Krawczyk.
Queste le sue parole: «Credo di aver sentito Darren Cahill parlare del servizio quando ha iniziato a lavorare con Jannik. Una delle cose importanti era migliorare questo fondamentale. Ecco cosa fa. In generale, scegli qualcuno da osservare e cerchi di copiare i suoi movimenti. E lui ha osservato John Isner e ha detto: “Ok, capito. Quello è il mio tipo e il mio servizio di base”».
John Isner è un ex tennista americano ritirato nel 2023, noto per il suo servizio micidiale, considerato uno dei migliori della storia dello sport. Detiene anche, insieme al francese Mahut, il record della partita più lunga di sempre (11 ore e 5 minuti al primo turno di Wimbledon nel 2010, match vinto proprio dall’americano al quinto set per 70 game contro 68).
In effetti, le somiglianze ci sono: entrambi partono in foot-up (il piede di appoggio si avvicina a quello piantato a terra) e hanno una preparazione del movimento molto lineare. Isner (ritiratosi nel 2023) partiva forse con il busto più laterale, mentre Sinner inizia il movimento con il corpo in posizione frontale per poi spostarlo subito prima del lancio palla.
Una settimana fa. Mi sono ributtato a terra insieme a Gianni.#Sinner #Wimbledon #wimbledon26 #JannikSinner 🦊🥕 #Tennis pic.twitter.com/ht8CR9Bv31
— Massimiliano Perri 🇺🇦 (@maxperri71) July 19, 2026
Happy Birthday John Isner, Holder for Best serve in Tennis History !!!
Here’s when he hit 49 aces against Bernard Tomic…. pic.twitter.com/ZkjnoDQySe
— SK (@Djoko_UTD) April 26, 2026
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