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Sanità, liste d'attesa per visite ed esami: ecco le Regioni migliori e peggiori. Tutti i dati
UUltime notizie

Sanità, liste d’attesa per visite ed esami: ecco le Regioni migliori e peggiori. Tutti i dati

  • 21 Luglio 2026

di
Maria Giovanna Faiella

Nei primi sei mesi del 2026 garantiti entro i tempi d’attesa stabiliti oltre un milione 600mila visite e accertamenti in più (rispetto al 1°semestre 2025). Ma oltre due milioni 800mila prestazioni ancora non eseguite nei tempi indicati. Meloni: «Sappiamo che c’è ancora da fare, lavoremo con Regioni per tempi sempre più rapidi»

Nei primi sei mesi di quest’anno il Servizio Sanitario Nazionale ha garantito oltre un milione e seicentomila visite ed esami diagnostici in più, rispetto al primo semestre del 2025, entro i tempi di attesa indicati dai medici sulla ricetta del Servizio sanitario nazionale, in base all’urgenza di salute.
Nonostante i miglioramenti registrati da un anno all’altro, non sono stati eseguiti nei tempi stabiliti oltre due milioni 800mila prestazioni, tra prime visite specialistiche ed esami diagnostici.

Se i tempi di attesa per la prima visita oncologica sono stati rispettati nel 95,2% dei casi, si è ancora lontani da questa soglia per altre visite, come quella neurologica (garantita nei tempi indicati nel 77% dei casi), gastroenterologica (74,7%), urologica (74,4%), oculistica (73,7%), dermatologica (70,2%). 



















































Sono alcuni dati contenuti nel primo bollettino trimestrale sull’andamento delle liste di attesa predisposto dall’Agenzia nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas), che lo scorso maggio ha presentato la nuova Piattaforma nazionale per il monitoraggio delle liste di attesa (per 14 tipologie di prime visite e 22 accertamenti diagnostici). 

Più prestazioni fatte nei tempi indicati sulla ricetta

Il confronto tra i due semestri evidenzia un aumento delle prenotazioni effettuate, passate da 13,3 milioni nei primi sei mesi dell’anno scorso a 14,9 milioni nell’analogo periodo di quest’anno. Secondo i calcoli di Agenas, all’aumento dell’offerta di prestazioni – frutto di una «migliore organizzazione e di risorse dedicate all’incremento dell’offerta per abbattere le liste d’attesa – è corrisposto un ulteriore passo avanti nel rispetto dei tempi di garanzia».
In base ai dati del primo semestre 2026, su 14.954.182 prenotazioni effettuate sono state 8.395.341 le prime visite, di cui il 78,5% (6.593.850) fatte entro i tempi previsti, rispetto al 76,4% nell’analogo periodo di riferimento del 2025, mentre sono stati 6.558.841 gli esami diagnostici, di cui l’84,6% (5.549.304) fatti entro i tempi stabiliti (rispetto all’82,8% nel primo semestre 2025).
Quindi, circa un milione 800mila prime visite e oltre un milione di esami diagnostici non sono stati eseguiti nei tempi clinici indicati sulla ricetta dal dottore. Ma una prima visita specialistica o un primo esame diagnostico fatti in ritardo possono cambiare il decorso di una malattia.

Sanità, liste d'attesa per visite ed esami: le Regioni migliori e peggiori

Codici di priorità, il significato delle lettere sulla ricetta Ssn

Va ricordato che, quando il medico prescrive visite specialistiche e accertamenti sulla ricetta del Servizio sanitario nazionale, è tenuto a indicare nell’apposita area «priorità prescrizione», la lettera («U», «B», «D» oppure «P») che corrisponde ai tempi clinici in cui va fatta la prestazione, per cui il Cup è tenuto a prenotarla entro quella data.
In particolare:
se è indicata la lettera «U» (Urgente) la prestazione va fatta entro 72 ore;
se la lettera è «B» (Breve), la prestazione va eseguita entro 10 giorni;
con la lettera «D» (Differibile) la visita specialistica va fatta entro 30 giorni, gli esami diagnostici (per esempio Tac, elettrocardiogramma, ecc) entro 60 giorni;
se la lettera è «P» (Programmabile) la prestazione va eseguita entro 120 giorni. 

Ancora troppi ritardi 

Secondo i dati di Agenas, i miglioramenti più rilevanti si sono registrati per le prestazioni urgenti da garantire entro tre giorni e per quelle prescritte in classe B, cioè da eseguire entro dieci giorni.
Le prime visite urgenti fatte entro 72 ore salgono dal 77,7% all’81% nel primo semestre 2026, quelle col codice B effettuate nei tempi stabiliti passano dal 77,3% all’80,2%.
Quanto agli esami diagnostici, quelli urgenti, garantiti entro tre giorni, aumentano dal 73,2% al 76,4, mentre quelli in classe B salgono dal 75,9% al 77,6%.
In ogni caso oltre il 20% delle prestazioni non sono state eseguite nei tempi stabiliti.
Il bollettino di Agenas, inoltre, segnala miglioramenti per le prestazioni differibili prescritte in classe D: per le prime visite (da garantire entro 30 giorni) la percentuale di prestazioni fatte nei tempi previsti passa dal 70% al 73,3%, mentre per gli esami diagnostici (entro 60 giorni) la percentuale di prestazioni erogate nei tempi stabiliti passa dall’82,8% all’85,1%.
Restano stabili le prestazioni programmabili (lettera P), cioè da fare entro 120 giorni, con un «lieve miglioramento» per gli esami diagnostici, eseguiti nei tempi stabiliti nell’86,8% dei casi (rispetto all’85,4% nel primo semestre 2025).

Sanità, liste d'attesa per visite ed esami: le Regioni migliori e peggiori

Sanità, liste d'attesa per visite ed esami: le Regioni migliori e peggiori

Le Regioni migliori e peggiori per le visite

Quanto ai tempi di attesa registrati nelle Regioni, dal confronto tra il 1° semestre 2025 e il 1° del 2026, rileva Agenas, si riscontra per le prime visite «un buon andamento nella maggior parte delle Regioni».
In particolare:
7 Regioni (Basilicata, Marche, Lazio – ma in calo nel 2026 –, Veneto, Molise, Calabria – ma in calo nel 2026 –, Campania) «confermano un’elevata percentuale di rispetto dei tempi massimi di garanzia già raggiunti nel 2025», superiore all’80%;
2 Regioni (Liguria e Lombardia) migliorano significativamente rispetto al primo semestre 2025», superando la soglia dell’80%;
3 Regioni (Provincia autonoma di Bolzano, Emilia Romagna, Piemonte), pur mantenendo percentuali del rispetto dei tempi inferiori al 80%, «presentano comunque miglioramenti»; sostanzialmente stabili le percentuali in Toscana;
alcune Regioni (Abruzzo, Sicilia, Valle d’Aosta, Sardegna e Provincia Autonoma di Trento; nelle ultime due le percentuali di rispetto dei tempi sono inferiori al 70%) presentano «peggioramenti rispetto al corrispondente periodo del 2025»;
in tre Regioni (Friuli Venezia Giulia, Puglia e Umbria) permangono percentuali di rispetto dei tempi ancora inferiori al 70%, pur con «segnali di inversione di tendenza».

Sanità, liste d'attesa

Le Regioni migliori e peggiori per gli accertamenti

Agenas rileva che anche per gli esami diagnostici, nel confronto tra 1° semestre 2025 e il 1° del 2026, la maggior parte delle Regioni mostra buoni risultati. 
In particolare: 
10 Regioni (Veneto, Campania, Basilicata, Marche, Lazio, Toscana, Molise, Emilia Romagna, Calabria, Piemonte) confermano una elevata percentuale di rispetto dei tempi massimi di garanzia già raggiunti nel 2025, superiore all’80%;
2 Regioni (Liguria e Lombardia) migliorano significativamente rispetto al primo semestre 2025;
una Regione (Friuli Venezia Giulia) passa dal 76,1% all’80,4%;
4 Regioni (Provincia autonoma di Trento, Puglia, Sardegna, Umbria) pur mantenendo percentuali del rispetto dei tempi inferiori al 80%, «presentano comunque miglioramenti»;
Alcune Regioni (Abruzzo, Sicilia e Valle d’Aosta) che avevano percentuali inferiori all’80% presentano peggioramenti rispetto al corrispondente periodo del 2025; peggiora anche la Provincia autonoma di Bolzano, passando dall’82,8% al 77,2%.

Sanità, liste d'attesa

Il caso delle prescrizioni in classe P (120 giorni)

Criticità permangono in alcune Regioni nell’appropriatezza delle classi di priorità attribuite in fase di prescrizione, con percentuali estremamente differenziate, segnala il bollettino di Agenas. In particolare, la percentuale di prescrizioni in classe P (programmabile entro 120 giorni) è molto elevata in Basilicata (87,7%), Molise (75,1%), Calabria (69,7%) e Campania (84,4%).
Questo «condiziona anche le percentuali di rispetto dei tempi di garanzia, incidendo sui volumi delle prenotazioni nelle diverse classi», sottolinea Agenas, che fa sapere: «Sono in atto da parte delle Regioni iniziative volte ad analizzare e riequilibrare l’attribuzione delle classi di priorità». 

Buone pratiche 

Agenas segnala alcuni esempi di buone pratiche per ridurre i tempi di attesa, che possono essere estese ad altre Regioni. 
In particolare, per le prime visite dermatologiche, che risultano tra le prestazioni col più elevato tasso di inappropriatezza a livello nazionale, la Regione Toscana ha adottato una misura per il miglioramento dell’appropriatezza prescrittiva. Da un’analisi dei quesiti diagnostici condotta attraverso strumenti di intelligenza artificiale su circa 350mila prescrizioni di prima visita dermatologica, è risultato che la prescrizione più frequente (1 su 3) è rappresentata dalla «valutazione di nei non sospetti». In base a questi risultati, lo scorso marzo la Regione ha adottato una Delibera di Giunta che ridefinisce i RAO (Raggruppamenti di Attesa Omogenea) per la visita dermatologica e non prevede la valutazione dei nei tra i quesiti legati a codici di priorità. Così, nell’ultimo trimestre, la Regione ha ridotto del 5% (quasi 3mila ricette in meno) le prescrizioni di prime visite dermatologiche rispetto allo stesso periodo del 2025. Una riduzione che, rileva Agenas, si è tradotta in un «sensibile miglioramento dei tempi di attesa»: la quota di visite dermatologiche erogate entro i tempi di garanzia è passata dal 60,5% al 63,1%». 
Un’altra buona pratica segnalata da Agenas riguarda la Regione Piemonte, che ha sviluppato specifici algoritmi per ottimizzare la gestione delle prenotazioni e migliorare l’utilizzo delle agende.
In particolare, è stata introdotta una funzione di «equiparazione delle priorità» che consente alle richieste di prenotazioni con priorità più urgenti di utilizzare gli slot rimasti liberi, inizialmente riservati a priorità inferiori. Il sistema opera automaticamente e a oggi è attivo sul 97% delle agende.
È stata, inoltre, attivata una ulteriore funzione di «rilascio automatico delle fasce orarie», riservate a specifiche categorie di accesso, che a 72 ore o 48 ore prima dell’assegnazione dell’appuntamento, rende disponibili, per tutti gli assistiti, gli slot rimasti non prenotati, evitando che restino inutilizzati e aumentando le possibilità di trovare un appuntamento alle classi di priorità più urgenti.
Grazie a queste soluzioni organizzative, rileva Agenas, la Regione Piemonte è riuscita a migliorare la performance delle prenotazioni con priorità B passando, nell’arco di un triennio, da valori intorno al 50% a valori superiori al 95%.

I commenti

Commenta Angelo Tanese, direttore generale di Agenas: «Passo dopo passo, pur con criticità ancora presenti ma anche con risultati incoraggianti, stiamo iniziando a governare le liste d’attesa con i dati, la conoscenza e il dialogo con le Regioni. Nel confronto con il primo semestre 2025 il trend si conferma positivo: i miglioramenti più significativi riguardano le prestazioni con i codici di priorità Urgente (3 giorni) e Breve (10 giorni); segnali di recupero li rileviamo anche in quegli esami e visite che spesso presentano le maggiori criticità, come mammografie, colonscopie e prime visite gastroenterologiche. Naturalmente resta ancora molta strada da percorrere, ma oggi disponiamo di strumenti che non avevamo e di un piano di azione chiaro – prosegue il direttore di Agenas –. La Piattaforma nazionale fornisce oggi una base informativa fondamentale, e la amplieremo nel tempo inserendo altre prestazioni. Agenas sta lavorando con ogni singola Regione, in un rapporto di collaborazione e confronto continuo».

In un post sui social, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha scritto: «Ridurre le liste d’attesa è una delle sfide più importanti per la nostra sanità. I primi dati del 2026, certificati da Agenas, ci dicono che siamo sulla strada giusta: nei primi sei mesi di quest’anno sono state effettuate 1,6 milioni di visite ed esami in più entro i tempi previsti rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. È un risultato incoraggiante, frutto del lavoro avviato con la riforma sulle liste d’attesa. Sappiamo bene – ha proseguito Meloni – che c’è ancora molto da fare e che troppi cittadini aspettano ancora troppo per una prestazione sanitaria. Per questo continueremo a lavorare con determinazione, insieme alle Regioni, per garantire tempi sempre più rapidi e un servizio sanitario più efficiente».

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21 luglio 2026 ( modifica il 21 luglio 2026 | 14:50)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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