Una provetta per il futuro: a Torino nasce la Biobanca Pediatrica per la Ricerca
Una piccola provetta può contenere risposte grandi. Un prelievo di sangue, un frammento di tessuto, un campione di saliva: materiali semplici soltanto in apparenza, che racchiudono informazioni cruciali sulla storia di una malattia, sulla sua evoluzione e sulla risposta alle terapie in età pediatrica. Con questa ambizione prende vita, presso l’Azienda ospedaliera Ospedale Infantile Regina Margherita–Sant’Anna di Torino, la nuova Biobanca Pediatrica per la Ricerca: un’infrastruttura pensata per raccogliere, conservare, catalogare e mettere a disposizione della comunità scientifica campioni biologici provenienti da bambini e da donatori pediatrici. Non un semplice deposito né un grande congelatore, ma una piattaforma al servizio della ricerca, della diagnostica avanzata e della medicina di precisione. Un campione prelevato oggi può contribuire a delineare le cure di domani.
Molto più di una “cassaforte biologica”
In una biobanca nulla è lasciato al caso: la raccolta, la preparazione e la conservazione dei materiali seguono protocolli rigorosi; ogni campione è tracciabile, mantenuto nelle condizioni idonee e associato a informazioni cliniche complete. La qualità della ricerca, infatti, comincia molto prima dell’analisi in laboratorio: un materiale mal conservato o privo di dati adeguati perde gran parte del suo valore scientifico, mentre campioni gestiti con procedure condivise restano confrontabili nel tempo e utilizzabili in studi multicentrici. I nuovi spazi del Regina Margherita sono stati concepiti per garantire sicurezza, tracciabilità e aderenza agli standard nazionali e internazionali, con una gestione etica e scientifica dei dati.

Perché in pediatria ogni campione pesa di più
La struttura concentrerà l’attività sulle patologie rare e complesse dell’età evolutiva — in particolare oncoematologiche, metaboliche, neurologiche e cardiache — ambiti in cui i materiali pediatrici di qualità sono decisivi. Molte malattie colpiscono pochi pazienti: per questo ogni provetta correttamente conservata diventa una tessera essenziale di un mosaico più ampio. La pediatria non può limitarsi a trasporre dati ricavati sugli adulti: l’organismo in crescita ha caratteristiche proprie, cambia rapidamente e reagisce in modo diverso ai trattamenti. Servono dunque studi dedicati, informazioni cliniche accurate e campioni ottenuti da piccoli pazienti.
La medicina di precisione parte dalle differenze
Bambini con la stessa diagnosi possono presentare profili biologici profondamente diversi: la stessa patologia può dipendere da alterazioni molecolari distinte, evolvere con velocità differenti o rispondere in modo non uniforme alle stesse terapie. La medicina di precisione mira a identificare il trattamento più adatto al singolo bambino, non solo all’etichetta della malattia. Campioni ben conservati e collegati a dati affidabili permettono di definire sottotipi, scoprire nuovi marcatori, individuare bersagli terapeutici e selezionare più rapidamente i pazienti candidabili a specifici protocolli clinici. Un’infrastruttura organizzata non produce una cura “dopo una provetta”, ma riduce la dispersione dei materiali, rafforza gli studi e accelera i percorsi più promettenti.

Un progetto da 300 mila euro, costruito insieme
La realizzazione della Biobanca ha richiesto un investimento complessivo di circa 300.000 euro. La prima fase, dedicata alla ristrutturazione e all’adeguamento dei locali, è stata resa possibile dal sostegno di numerosi club dell’Associazione Lions International – Distretto 108 IA1 e dal finanziamento ottenuto con il bando competitivo 2023 della Banca d’Italia, presentato dal Dipartimento di Scienze della Sanità Pubblica e Pediatriche dell’Università degli Studi di Torino. L’acquisto delle apparecchiature è stato poi completato grazie al contributo dei Rotary Club coinvolti e di altre associazioni. Dietro le tecnologie, una comunità che ha scelto di investire nella ricerca per i bambini.

Dal letto del paziente al banco di laboratorio, e ritorno
La forza del progetto risiede nella collaborazione tra il Regina Margherita e l’Università di Torino, un’alleanza che avvicina clinica e laboratorio. È il principio della ricerca traslazionale: partire da problemi osservati in corsia, studiarli scientificamente e riportare i risultati nella pratica. Fabrizio Bert, direttore del Dipartimento di Scienze della Sanità Pubblica e Pediatriche, ha evidenziato come la Biobanca sia uno strumento chiave per trasformare i risultati sperimentali in nuove conoscenze, diagnosi più precise e terapie innovative nell’età evolutiva.
Una rete italiana per le malattie rare
La Biobanca opererà all’interno dell’ecosistema di ricerca del Regina Margherita e in sinergia con la rete AIEOP, l’Associazione Italiana di Ematologia e Oncologia Pediatrica. Collaborerà inoltre con il Laboratorio Centro Trapianti Cellule Staminali e Terapia Cellulare, centro di riferimento nazionale per gli studi genetici sui sarcomi pediatrici nell’ambito del progetto Genom-Act. Per le malattie rare, lavorare in rete è una necessità: nessun ospedale, per quanto specializzato, dispone sempre di casistiche sufficienti. Condividere campioni, dati, metodi e competenze consente studi più ampi e conclusioni più solide.
Il ponte europeo: BBMRI.it e BBMRI-ERIC
L’infrastruttura torinese sarà collegata a BBMRI.it, nodo italiano di BBMRI-ERIC, la rete europea di biobanche e risorse biomolecolari. L’adesione garantirà standard comuni di qualità, sicurezza, tracciabilità e gestione etica, rendendo confrontabili i dati e compatibili le procedure tra Paesi diversi. È un passaggio cruciale: per comprendere le malattie rare occorrono collaborazioni multicentriche capaci di superare i confini nazionali.
Che cosa cambia per le famiglie
Dietro parole come “biobanking” o “ricerca traslazionale” c’è un obiettivo concreto: conoscere meglio le malattie. Campioni di qualità sosterranno l’identificazione di nuovi marcatori, renderanno più precise alcune diagnosi e aiuteranno a distinguere forme diverse della stessa patologia, facilitando l’accesso alla terapia più adatta. Conservare bene un campione significa non disperdere informazioni potenzialmente decisive. I benefici potrebbero non essere immediati e non riguardare solo il bambino da cui il materiale è stato prelevato, ma anche i pazienti futuri.
Un tassello verso l’IRCCS
La nascita della Biobanca rappresenta un passaggio strategico nel percorso che mira a trasformare il Regina Margherita in Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS). Un IRCCS integra in modo strutturale assistenza, ricerca e innovazione. Per Franca Fagioli, direttrice del Dipartimento di Patologia e Cura del Bambino, la nuova infrastruttura potrà agire da motore di innovazione, valorizzando le competenze già presenti su malattie rare, oncologiche e croniche pediatriche. Il direttore generale dell’Azienda ospedaliera Regina Margherita–Sant’Anna, Adriano Leli, ha sottolineato come il progetto rafforzi il ruolo dell’ospedale quale centro di riferimento, integrando sempre più assistenza, ricerca e innovazione.
Una scelta strategica per il Piemonte
Per la Regione Piemonte, l’investimento supera i confini del singolo ospedale. L’assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi, ha rimarcato che sostenere infrastrutture di questo livello significa potenziare la capacità del territorio di offrire innovazione, ricerca e cure personalizzate alle famiglie. Una struttura capace di partecipare a studi nazionali e internazionali attrae competenze, promuove progetti e consolida il ruolo di Torino nella ricerca pediatrica. Qui la ricerca non si aggiunge alla cura: diventa parte della cura stessa.
“La nuova Biobanca rappresenta una risorsa strategica anche in vista della trasformazione dell’Ospedale Regina Margherita in IRCCS. Come infrastruttura centralizzata per la gestione di materiali biologici pediatrici, la Biobanca sarà motore di innovazione e qualità nella ricerca clinica, contribuirà alla missione scientifica dell’IRCCS e valorizzerà il patrimonio di competenze dell’ospedale nel campo delle malattie rare, oncologiche e croniche dell’età evolutiva” dichiara Franca Fagioli, direttrice Dipartimento di Patologia e Cura del Bambino Regina Margherita.
“Con questa nuova infrastruttura il Regina Margherita rafforza ulteriormente il proprio ruolo di centro di riferimento per la cura e la ricerca pediatrica. La Biobanca consentirà di valorizzare il patrimonio clinico e scientifico dell’ospedale, promuovendo percorsi sempre più integrati tra assistenza, ricerca e innovazione” dichiara Adriano Leli, direttore generale AO OIRM – Sant’Anna.
“La Biobanca Pediatrica nasce da una collaborazione virtuosa tra Università, ospedale e territorio, e mette a disposizione della comunità scientifica campioni biologici e dati clinici di grande valore. È uno strumento fondamentale per trasformare la ricerca di laboratorio in nuove conoscenze, diagnosi più precise e terapie innovative per le patologie dell’età evolutiva” dichiara Fabrizio Bert, direttore del Dipartimento di Scienze della Sanità Pubblica e Pediatriche.
Nessuna scorciatoia, strumenti migliori
La scienza richiede tempo, verifiche e collaborazione. La Biobanca non promette miracoli, ma rimuove ostacoli: centralizza i campioni, li collega a dati clinici affidabili e li condivide in reti qualificate, condizioni indispensabili per affrontare patologie tanto rare da sfuggire alla portata di un singolo centro. La rivoluzione è silenziosa e avviene nella precisione con cui un campione viene registrato, nella sicurezza con cui è custodito e nella capacità di trasformarlo, anni dopo, in conoscenza utile.
Il futuro si conserva oggi
Ogni provetta racconterà un frammento di storia clinica. Da sola potrà dire qualcosa; insieme a molte altre potrà rivelare pattern nascosti, chiarire meccanismi di malattia e orientare nuove terapie. A Torino quella domanda avrà un luogo sicuro in cui essere custodita e una comunità scientifica pronta a cercare la risposta. Perché il futuro della medicina pediatrica si costruisce non solo con le cure disponibili oggi, ma anche con ciò che scegliamo di preservare, studiare e condividere per i bambini di domani.

