di
Alessio Ribaudo
L’evento ieri vicino a Ferrara. In tre giorni colpito tutto il Nord. Al Sud la colonnina è rimasta oltre i 40 gradi, mentre gli incendi divoravano boschi e macchia mediterranea
Ieri l’Italia è stata divisa in due. Al Nord il caldo record si è trasformato in grandine, nubifragi e raffiche che hanno sfondato parabrezza, bucato tetti e triturato i raccolti. Al Sud la colonnina è rimasta oltre i 40 gradi mentre gli incendi divoravano boschi e macchia mediterranea. Il primo colpo era arrivato domenica in Lombardia. A Milano la grandine aveva fatto evacuare ottantamila spettatori al concerto di Bad Bunny. Nel Cremasco, danni ad auto, case e campi; a Cremona si era infranta una lastra del rosone del Duomo. Parabrezza e carrozzerie delle auto distrutti anche nel Bresciano.
I danni
Ieri il fronte si è accanito sull’Emilia-Romagna. Nel Ferrarese chicchi fino a tre centimetri hanno danneggiato vetri, perforato tetti e pannelli fotovoltaici. Sull’A13 gli automobilisti si sono fermati. «Il cielo è diventato nero all’improvviso, poi è caduta grandine grande come sassi. Mi ha distrutto il parabrezza. Ho accostato e mi sono coperto il viso», racconta uno di loro.
A San Martino i tronchi hanno rotto una condotta, interrompendo l’erogazione dell’acqua; altre zone sono rimaste senza luce. A Ravenna sono caduti oltre 100 alberi, la Romea è stata chiusa per ore e il vento ha scoperchiato una scuola. Sulla Bologna-Venezia si sono registrati ritardi fino a 70 minuti; cancellati dei convogli sulla Ferrara-Ravenna.
Nei campi
Nei campi il bilancio è grave: ortaggi e seminativi irrecuperabili, frutteti devastati, reti antigrandine sfondate e pali spezzati. Soia, sorgo, mais, riso e girasole sono stati falciati. «Nessuna area della provincia si è salvata», denuncia la Cia. Coldiretti stima danni per centinaia di milioni. In tre giorni il Nord ha registrato 192 maxi-grandinate, con chicchi fino a dieci centimetri. Le associazioni di categoria chiedono lo stato di calamità e l’aiuto dell’Ue.
Il perché
Perché i chicchi cadono con tanta violenza? Antonello Pasini, fisico del clima al Cnr, indica tre ingredienti: «Il Mediterraneo, a causa dei cambiamenti climatici, raggiunge i 30-32 gradi; l’aria supera i 40 al Centro-Sud e i 35 al Nord; in quota arrivano infiltrazioni fredde. L’aria calda e umida sale, incontra quella più fredda e secca e genera cumulonembi. Dentro le nubi le correnti trascinano su e giù nuclei di ghiaccio: raccolgono altra acqua, crescono e precipitano quando il loro peso non è più sostenuto». A oggi non è possibile prevedere il punto esatto dove cadranno i chicchi: «Con i modelli possiamo indicare solo il giorno prima solo le aree più esposte, con i radar possiamo seguire le nubi nel dettaglio, di ora in ora», spiega Pasini.
Le previsioni
Ieri, poi, il fronte ha raggiunto le Marche: decine gli interventi dei vigili del fuoco per sottopassi allagati, coperture divelte e alberi caduti. A Fano sono stati sospesi gli eventi. In serata il maltempo è sceso fino alla Puglia. Nel Foggiano una grondaia divelta ha tranciato la linea elettrica e interrotto la ferrovia tra Peschici e San Severo. A Bari chiusi i parchi e tre aerei sono stati dirottati verso altri scali a causa del vento. Il peggio dovrebbe essere alle spalle: da mercoledì l’anticiclone subtropicale si ritira, farà meno caldo. Possibili temporali su Appennini e coste adriatiche.
21 luglio 2026 ( modifica il 21 luglio 2026 | 22:30)
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