Chi è il trequartista greco per cui Cardinale potrebbe spendere 40 milioni? Il figlio di un minatore che ha giocato giovanissimo per la Grecia. E quel sinistro all’incrocio…

Il 2007 è l’anno di nascita più ricercato del momento. Cubarsí e Yamal sono appena diventati campioni del mondo, Liberali ha fatto il salto al Como e Konstantinos Karetsas è uno dei profili più contesi delle ultime settimane. Il Milan, mai come oggi, guarda meno alla carta d’identità e più al talento. Ha preso Andrej Kostic (anche lui 2007) e ora vuole bissare con un talento greco della stessa età – visionato già da Moncada a novembre – che ha un curioso intreccio con… Maradona. Il problema? Il prezzo: almeno 40 milioni. E trattare col Genk, che gli ha appena rinnovato il contratto fino al 2029, non sarà semplice. Ma chi è “Kos”? Scopriamolo attraverso alcune curiosità.

CHI È KARETSAS—  

Partiamo dalle origini. Karetsas è nato a Genk, città simbolo dell’industria mineraria belga dove per decenni si è estratto carbone, da genitori greci. A partire dagli anni Cinquanta, migliaia di lavoratori ellenici emigrarono in Belgio in cerca di un futuro migliore. Tra loro c’era anche il suo bisnonno, che trascorse anni nelle gallerie delle miniere, fino a mille metri di profondità, per costruire il futuro della sua famiglia. Un percorso simile l’ha vissuto, almeno inizialmente, anche il padre, che ha poi lasciato il mondo minerario per lavorare nel settore dell’igiene tessile ad Anversa. Insomma, in casa Karetsas prima si estraeva carbone, poi talento. Decisamente un cambio di produzione più redditizio. E il destino ci ha messo del suo. Il primo gol di “Kos” con la nazionale greca – un sinistro all’incrocio – è arrivato contro la Scozia, proprio come accadde a Maradona con l’Argentina nel 1979. Coincidenza che, certo, non vale una carriera, ma è troppo gustosa per non essere raccontata. Quel giorno, nel marzo 2025, Karetsas è diventato, a 17 anni, 4 mesi e 3 giorni, il più giovane marcatore della storia della Grecia. Pochi giorni prima aveva fatto un debutto record in nazionale. E andando ancora più indietro, a soli 15 anni aveva firmato il gol più precoce nella storia del calcio professionistico belga. Predestinato.

Karetsas con il papà

IDOLI E TIFOSO DEL PAOK—  

Nel 2024 il Guardian l’ha inserito nella lista dei 60 migliori talenti del mondo. A Genk raccontano che, appena ha imparato a camminare, Karetsas abbia deciso che correre dietro a una palla fosse molto più divertente. Giocava, mangiava e dormiva sognando un futuro alla Neymar o Ronaldinho, suoi idoli. A quattro anni aveva già archiviato i cartoni animati per passare direttamente alle partitelle sotto casa, seguendo il papà, calciatore amatoriale nei weekend. “Kos”, come lo chiamano tutti, è anche un tifoso sfegatato del Paok, passione ereditata dal genitore. Negli anni hanno bussato alla sua porta Manchester City, Real Madrid e Ajax, club con cui ha parlato di più. Il greco l’ha imparato con la stessa rapidità con cui sterza sul suo mancino, pur essendo cresciuto a Genk, dove oltre all’olandese si parla anche un dialetto fiammingo. Karetsas è fatto così: apprende in fretta. E i numeri lo confermano. A soli 18 anni, ha già collezionato 92 presenze tra i professionisti, con 6 gol e 23 assist. Un curriculum che molti iniziano a costruire quando lui lo ha già riempito. Dopo il suo primo gol con la Grecia, l’Uefa gli ha dedicato un post su X con una frase semplice ma efficace: “Konstantinos Karetsas. Remember the name”. Ricordatevi il nome. Il Milan, quel nome, se l’è ricordato bene.