di
Silvia Morosi

Sara Baldisserri e Simone Scaiola raccontano la loro esperienza di instancabili viaggiatori e amanti della fotografia: «Aiutiamo chi vuole partire a non rinunciare per il poco tempo o la mancanza di ferie. Il nostro sogno? Viaggiare senza mai fermarsi»

«Viaggiare per scoprire destinazioni originali, luoghi inconsueti, culture e cibi inaspettati e i meravigliosi tesori della nostra Italia. E non solo». Con questo spirito Sara Baldisserri – nata a Cesenatico, classe 1982 – e Simone Scaiola – nato ad Alba, nel cuore delle Langhe, nel 1991 – raccontano sui social e sul blog “Viaggio senza scalo” la loro esperienza di appassionati e instancabili viaggiatori. «Ci siamo conosciuti in Polonia a un concorso fotografico al quale partecipavano ragazzi provenienti da diverse parti del mondo e, dal 2016, abbiamo deciso di unire le nostre passioni – anche come coppia -, per aiutare chi ha voglia di partire a organizzare una “fuga” senza dover rinunciare per il poco tempo o la mancanza di ferie», spiegano. Che sia per la fotografia, per lavoro o semplicemente per passione, «progettare un itinerario e poi viverlo è uno dei legami più forti che ci uniscono. E- aggiungono – continuiamo a viaggiare anche quando siamo a casa, perché la nostra mente è sempre alla ricerca di nuove destinazioni, luoghi particolari da conoscere e storie da raccontare».

Per Sara quella della fotografia è una passione nata sin da bambina: «Mio papà era un grande appassionato e ricordo di aver avuto una macchina fotografica tra le mani già da piccolissima. Per Simone, invece, è nata durante l’adolescenza. Affascinato da questo mondo, ha iniziato ad approfondirlo, studiando e frequentando alcuni corsi per avvicinarsi sempre di più a questa forma d’arte», racconta lei. Mentre l’amore per i viaggi è cresciuto insieme ad entrambi: «Da piccoli non abbiamo avuto troppe occasioni di viaggiare e una volta cresciuti il desiderio di conoscere nuovi Paesi, realtà e modi di vivere è stato forte. Entrambi amiamo molto l’arte, l’architettura e la storia e ci ha sempre affascinato l’idea di vedere dal vivo luoghi che fino a quel momento avevamo conosciuto soltanto attraverso i libri o le immagini. La voglia di esplorare ci ha portati a partire e la fotografia è diventata il modo più naturale per custodire e raccontare ciò che incontravamo lungo il cammino», proseguono, sottolinendo come il sogno sia quello di poter un giorno «viaggiare senza mai fermarsi. Per noi “Viaggio Senza Scalo” non è solo un nome, ma un modo di vivere nel quale si ritrova il nostro desiderio di continuare a partire per scoprire e raccontare il mondo, senza mai perdere la curiosità. I viaggi ci regalano soprattutto meraviglia».



















































I «viaggi senza scalo» di Sara e Simone: «Basta smettere di rimandare e concedersi la possibilità di partire»

Non a caso, una delle esperienze che maggior mente li ha emozionati riguarda il momento in cui Simone si era appena trasferito in Romagna per amore – dove Sara ha sempre lavorato, sul Porto Canale, nella bottega storica aperta dal nonno Nullo nel 1943  e chiusa nel 2025, dopo 82 anni e tre generazioni di attività – e non aveva ancora giorni di ferie: «In quel periodo ci capitò un progetto con una compagnia aerea che ci avrebbe portati fino a Tokyo. Avremmo potuto rinunciare oppure cercare di sfruttare al massimo il poco tempo a disposizione, come siamo abituati a fare. Così siamo volati dall’altra parte del mondo per trascorrere soltanto tre giorni a Tokyo. Una follia, ma anche una delle avventure che ricordiamo con più piacere», sorridono. L’idea dei loro racconti è proprio quella di offrire spunti per conoscere luoghi insoliti, itinerari particolari e «un modo di viaggiare dinamico e itinerante, dagli angoli meno conosciuti della nostra Italia agli on the road all’estero che amiamo tanto».

Nel loro bagaglio non mancano mai, oltre alla macchina fotografica, «la curiosità e la voglia di entrare davvero in contatto con i luoghi e con le persone che si incontrano. E poi un po’ di spirito di adattamento, perché spesso sono proprio gli imprevisti a trasformarsi nei ricordi più belli. Per questo suggeriamo a chi ha voglia di partire di non lasciare i propri sogni chiusi in un cassetto aspettando il momento perfetto, perché spesso quel momento non arriva. Anche pochi giorni, se ben sfruttati, possono trasformarsi in esperienze intense e ricche di scoperte», concludono, perché «non servono necessariamente settimane di ferie o grandi budget per vivere qualcosa di speciale. A volte basta smettere di rimandare, organizzarsi e concedersi la possibilità di partire. Pronti per riempirsi gli occhi e l’anima di bellezza e portarne con noi una parte anche al ritorno».

21 luglio 2026 ( modifica il 21 luglio 2026 | 10:41)