di
Andrea Bocchini
La clip comparsa ieri sul profilo dell’ex generale raffigurava anche la premier in veste di figura dell’antica Roma con i leader dell’opposizione dati in pasto ai leoni.
«Prendo le distanze dal video di Vannacci» perché «non è il mio modo di fare politica». Alla fine è intervenuta anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Dopo essere stata chiamata in causa dalle opposizioni, la premier ha preso posizione sul video realizzato con l’intelligenza artificiale e pubblicato ieri sui social dell’ex generale e leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, nel quale compare, insieme ad altri esponenti politici di maggioranza e opposizione, in veste di figura dell’antica Roma. «Quel video non appartiene al mio modo di essere, né al mio modo di intendere il confronto politico» e «se devo prendere le distanze lo faccio senza alcuna esitazione», ha scritto Meloni in un post su X.
Ma ancora: «Ho sempre pensato che la politica debba misurarsi con le idee, con il consenso e con il voto dei cittadini, mai con l’intimidazione, con l’odio o con la rappresentazione violenta dell’avversario». Proprio per questo, continua la premier, puntando il dito contro le opposizioni, «mi aspetto la stessa chiarezza da chi oggi mi rivolge questo appello. Mi aspetto che gli stessi esponenti della sinistra trovino il coraggio di prendere le distanze quando un assessore del Partito Democratico arriva a evocare i fucili contro gli avversari politici». Il riferimento della premier è a Lorenzo Pacini, assessore dem del Municipio 1 di Milano e candidato sindaco della città, che alcuni giorni fa, intervenendo alla trasmissione La Zanzara su Radio 24, aveva detto: «I fascisti li combattiamo alle urne e poi, se serve, con i fucili».
La vicenda si lega al filmato diffuso, nella giornata di ieri, dalla pagina Instagram «Roberto Vannaccius» e successivamente pubblicato, attraverso una collaborazione social accettata dall’ex generale in pensione, anche sul profilo Ig del leader di Futuro Nazionale. La clip, realizzata con l’IA, rappresenta Vannacci nei panni di un imperatore romano alla guida di un esercito. Tra i personaggi raffigurati compaiono anche Meloni, La Russa e la moglie del generale, Camelia. Non solo: i leader dell’opposizione Schlein e Conte – ma anche Prodi e Boldrini – sono invece rappresentati legati mentre vengono dati in pasto ai leoni nell’arena. E Giuseppe Barboni, il militante di Fn, finito sulle cronache nazionali per aver picchiato un migrante, è l’esecutore con falce e martello. Sugli spalti appaiono anche Mario Draghi, Roberto Speranza e Beatrice Lorenzin.
21 luglio 2026 ( modifica il 21 luglio 2026 | 18:05)
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