Il difensore argentino, che ha perso la finale Mondiale contro la Spagna, non ha il posto garantito agli Spurs e punta a un club dove giocare da titolare in Champions
22 luglio – 07:34 – DONAUESCHINGEN (GERMANIA)
L’ultima volta che Cristian Romero ha giocato a San Siro e che ha incrociato la strada dell’Inter in campo è stata oltre cinque anni fa. Era l’8 marzo del 2021, lui indossava il nerazzurro dell’Atalanta e la maglia numero 17, era nel cuore della difesa di Gian Piero Gasperini con Toloi e Djimsiti e perse 1-0 per un gol di Skriniar. Tra un mese esatto si darà il via alla nuova stagione di Serie A e non sono più così remote le possibilità che il 22 agosto, nella nuova Inter di Cristian Chivu, l’argentino possa tornare proprio al Meazza. E ovviamente non più da avversario.
lo strappo—
Il Cuti è una vecchia conoscenza della Serie A. Tre stagioni nel nostro campionato, due con il Genoa e l’ultima con la Dea (mentre con la Juventus non ha mai esordito), 88 apparizioni in totale. Poi a Bergamo è diventato una plusvalenza record: venduto a 50 milioni più altri cinque di bonus, il saldo in positivo per l’Atalanta ha sfiorato i 38 milioni. Colpaccio in uscita da parte della Dea nell’estate del 2022 e via in Premier League. Da quando è in Inghilterra ha vinto più con l’Argentina che con gli Spurs (un Mondiale e una Coppa America contro un’Europa League) ma il suo valore nel tempo è cresciuto di pari passo con il suo spessore come difensore centrale e come uomo all’interno dello spogliatoio. Tanto che all’inizio dell’annata scorsa è anche diventato il capitano del Tottenham. La stagione dei londinesi tuttavia è stata nera, il 17esimo posto in classifica li ha portati a un passo dal baratro e l’argentino che ha praticamente terminato la stagione a metà aprile per un infortunio al ginocchio è stato accusato quasi di alto tradimento da una parte dei tifosi. La colpa sarebbe stata andarsi a curare in Argentina, nel suo Belgrano, club dal quale il Genoa lo prelevò nel 2018. Roberto De Zerbi, che è diventato il nuovo allenatore del Tottenham da fine marzo (dopo l’esonero di Igor Tudor che aveva già preso il posto di Thomas Frank), ha provato a spegnere così la questione: “Ha sempre dimostrato di voler restare con noi. Non sono stupido. Se capisco che c’è un giocatore che pensa più a se stesso che alla società, non posso essere lo stesso Roberto. Ma con Cuti non posso dire nulla. Capisco la frustrazione dei tifosi ma con me è sempre stato corretto”.
scenario e costi—
Insomma, i tifosi lo volevano lì con loro e con la squadra a soffrire per la lotta salvezza mentre lui ha preferito tornare a casa a recuperare per un Mondiale che non voleva perdere per nulla al mondo. Missione compiuta, con buona pace del disappunto della piazza inglese. La Coppa del mondo l’ha giocata tutta, ha segnato un gol (contro l’Egitto) e offerto un assist (contro Capo Verde) e infine sofferto insieme ai connazionali per la sconfitta in finale. Ha trascorso l’ultimo mese e mezzo (quasi) insieme a Lautaro Martinez e chissà che non abbiano parlato d’Italia, dell’Inter. Perché è risaputo che il club cerca anche un rinforzo pronto per la difesa. L’annosa questione legata alla fascia destra ha portato i nerazzurri ad avvicinarsi al Tottenham per Djed Spence (oggetto del desiderio che può diventare ancor più di lusso dopo un buon Mondiale e un costo non proprio a saldo ma che anzi rischia pure di aumentare), ma all’alba di questi dialoghi sull’asse Milano-Londra era stato proposto proprio Romero. Ora però da nome sullo sfondo, può diventare l’argentino il principale focus dell’interesse nerazzurro dal bacino degli Spurs. Non sarà semplice, la valutazione è sui 50 milioni e l’ingaggio inglese è proibitivo per qualsiasi italiana, ma uno spiraglio si può aprire grazie alla volontà del giocatore (di andare ad esempio in un club che gli permetterà di giocare ancora la Champions) e a un dialogo volto ad ammorbidire un Tottenham che in difesa ha già preso Jan Paul van Hecke e Marcos Senesi. Servirà trovare la formula giusta, magari un prestito con obbligo, ma l’Inter è lì. Non ha fretta ma è pronta a cogliere questa opportunità albiceleste.
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