ll segreto della longevità? Risiede, anche, nel ritagliarsi momenti di silenzio, e le vacanze estive, meglio ancora se in contesti naturali, sono l’occasione migliore per sperimentare i benefici disintossicanti di pausa silenziose in consapevolezza. Che il silenzio (riferito tanto ai rumori esterni, quanto alla quiete della mente dai pensieri disturbanti), si riveli un elisir di lunga vita lo testimonia una ricerca della Johns Hopkins University, capitanato da Ian Phillips, professore di Neuroscienze, in cui è stato dimostrato che il silenzio può favorire la neurogenesi, cioè la formazione di nuove cellule nervose nell’ippocampo, l’area del cervello coinvolta nella memoria e nell’apprendimento.

LA RICERCA

Trascorrere del tempo con semplici tecniche di respiro consapevole, nella natura, in spiaggia, al parco, in montagna è una pratica di salute a tutti gli effetti. Come afferma Richard Romagnoli, formatore e coach, ideatore del Happygenetica e autore del libro Il silenzio che guarisce: «anni fa, quando si parlava di longevità, ci si preoccupava solo di alimentazione e movimento. Ma la scienza sta finalmente riconoscendo come fondamentale il silenzio: non parlo di pratica spirituale astratta, ma di uno strumento scientifico di invecchiamento sano. L’Organizzazione Mondiale della Sanità – prosegue l’esperto – stima che l’inquinamento acustico costi all’Europa occidentale un milione di anni di vita sana perduti all’anno, poiché il rumore cronico tiene il corpo in uno stato di allerta costante: cortisolo alto, sistema nervoso simpatico sempre stimolato; questo alimenta l’infiammazione, infiammazione cronica silenziosa che la scienza considera tra i motori principali dell’invecchiamento precoce». 

I SEGNALI

Quando pratichiamo il silenzio con costanza, senza fretta, attiviamo il nervo vago e il sistema parasimpatico, trasmettendo al corpo il segnale che può rigenerarsi e prolungare la salute nel tempo. Le vacanze rappresentano un’opportunità straordinaria per interrompere gli automatismi che ci accompagnano durante l’anno. «In preparazione all’esodo estivo, preparate la mente e non solo la valigia, concedendovi momenti di silenzio e ascolto per lasciare andare ciò che appesantisce», dichiara Romagnoli, che suggerisce l’esercizio dei 3 minuti, per iniziare a familiarizzare con la pratica. Seduti, con lo smartphone silenziato, per 3 minuti non si fa nulla, si lascia che il corpo registra l’assenza di stimoli.

IL DISAGIO

«Dopo un primo senso di disagio, poiché la mente cerca sempre qualcosa da fare», specifica il coach, «comincia il rallentamento: il respiro si allunga, il battito cardiaco si stabilizza, la scende pressione, il sistema nervoso che può smettere di allertare. Bastano 3 minuti al giorno per un’igiene del sistema nervoso». Il punto non è solo staccare dal lavoro quando siamo in ferie, ma imparare a interrompere il flusso costante di rumore interiore (scadenze, notifiche, ansia) che ci accompagna ovunque. Prima della partenza provate 10 minuti al giorno in silenzio totale, senza telefono e senza stimoli esterni, magari scrivendo su un foglio pensieri ricorrenti, preoccupazioni, tensioni: «scrivere significa depositare mentalmente ciò che ci portiamo dentro. È un modo per alleggerire il sistema nervoso e abbassare il livello di attivazione prima di partire», afferma Romagnoli. Durante la vacanza si possono sperimentare 20 minuti di microspazio di quiete per noi stessi, senza smartphone, musica o contenuti da “consumare”. Al rientro, l’esperto consiglia, al mattino, 3 minuti di respirazione lenta prima di guardare il portatile. 


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