di
Marco Ascione

L’ex presidente della Camera: «Servono più poliziotti e vanno preparati»

Presidente Violante, il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, è sotto attacco dopo la manifestazione sulla morte dell’uomo ammanettato dagli agenti.
«La sicurezza non deve essere oggetto di campagna elettorale. Il rischio è quello di distogliere le forze dell’ordine, schierandole da una parte o dall’altra. E sarebbe un grave errore».

Sta dicendo che sono esagerate le critiche o che il sindaco ha sbagliato esponendo il fianco? Lui si è difeso sostenendo che le piazze erano due e che solo una rappresenta la città. L’altra era quella degli antagonisti.
«Il sindaco non ha sbagliato. Anzi, ha fatto appunto capire che esistono due piazze e che la sua era quella della legalità. Una scelta che si iscrive nella migliore tradizione di Bologna. Ricordiamoci che quella città ha vissuto ciò che nessuna altra città al mondo ha dovuto vivere. Non è una questione secondaria».



















































I fatti non sono ancora chiari. Lepore non avrebbe forse dovuto prima attendere che si pronunciasse la Procura?
«Ma il sindaco non ha attribuito colpe alla polizia. Ha solo chiesto di fare chiarezza. D’altra parte lo stesso ministro Piantedosi, con parole che ho apprezzato, ha detto che nessuno è al di sopra della legge».

Il bollettino della piazza antagonista, che ha generato anche il duro intervento della premier, è quello consueto e grave: bombe carta, tafferugli, lanci di bottiglie, auto bruciate, cori contro gli agenti…
«Lo abbiamo visto anche a Torino. Esistono nuclei violenti e vanno isolati. Mai lasciare a loro il monopolio».

Lei che idea si è fatto vedendo il video degli ultimi istanti di vita di Fakir mentre i poliziotti lo bloccavano?
«I magistrati ragionano con i fatti, non con le supposizioni. Diciamo che il dettaglio dell’agente che ha attivato la propria bodycam durante tutto l’intervento depone a favore della buona fede dei poliziotti».

È stato applicato per la prima volta il cosiddetto scudo penale.
«Non lo definirei scudo penale, si tratta di un’iscrizione laterale che si applica quando esistono cause di giustificazione e che peraltro non vale solo per le forze di polizia».

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E le suscita qualche perplessità?
«Mah… A me sembra che il problema vero sia un altro. Situazioni come questa ci insegnano che le forze dell’ordine devono essere preparate anche con corsi di specializzazione. Inoltre servono più poliziotti e carabinieri».

Sostiene il presidente pd dell’Emilia-Romagna, Michele de Pascale, che sulla sicurezza serve una risposta a sinistra.
«Concordo, a sinistra serve una riflessione su criminalità e sicurezza. Il che non significa stare dalla parte della repressione. Ricordo che da responsabile giustizia del Pci varammo con Ugo Pecchioli la strategia del partito: la sicurezza è una questione che riguarda soprattutto i più deboli. E se la sinistra sta con i più deboli se ne deve preoccupare».

L’Anm parla di minacce e clima d’odio contro i magistrati dopo le polemiche per la condanna definitiva del gioielliere che uccise due rapinatori a Grinzane Cavour. Il centrodestra dovrebbe stare più attento quando critica le toghe?
«Mi pare che le parole più pesanti siano arrivate da Musk… Il fondamento della democrazia deve essere il rispetto. I cittadini si mobilitano sui valori come il diritto alla sicurezza e quello alla vita. Quando si parla di sentenze bisogna anche avere la consapevolezza che il giudice si trova spesso di fronte a scelte tragiche. Pensiamo al caso della mamma o del papà che investe il proprio figlio in retromarcia. Che cosa c’è di più terribile? Eppure il magistrato deve applicare la legge. Così è accaduto per Roggero, per quanto lui possa essersi sentito minacciato, è stato commesso un omicidio».

La Lega, che già promosse una riforma della legittima difesa nel 2019, ora vorrebbe ulteriormente estenderne il perimetro all’esterno delle abitazioni in caso di rapina a mano armata.
«Capisco il clima in vista delle elezioni, ma non possiamo fare una legge dopo ogni sentenza. C’è anche un problema di costituzionalità delle riforme. Questa maggioranza ha introdotto una sessantina di nuove specie di reato. Un fardello ulteriore per forze dell’ordine e magistratura. Non è così che si tutela la sicurezza».

E la spinta per la grazia al gioielliere? Sarebbe un quarto grado di giudizio?
«La grazia in qualche modo è sempre un quarto grado di giudizio. Ma si tratta di poteri del capo dello Stato. E il capo dello Stato si rispetta e basta».

22 luglio 2026 ( modifica il 22 luglio 2026 | 08:24)