di
Matteo Castagnoli
Entrambi italiani, si erano conosciuti su Instagram. Dopo l’aggressione la vittima si è confidata con un’amica e con i genitori, che l’hanno accompagnata in questura per la denuncia. L’aggressore individuato dopo 3 mesi di indagini
L’appuntamento (il primo) l’avevano fissato tramite Instagram. L’incontro era in programma per il 29 marzo scorso. Una domenica. È così è stato. I due ragazzi — entrambi italiani, 22 anni lui e 16 lei — si sono ritrovati in un parco della periferia sud di Milano. Ma presto quella prima uscita per la 16enne si è trasformata in un incubo. Dopo una breve intimità iniziale, è iniziata la violenza. «Non voglio fare queste cose», ha ripetuto più volte e con decisione la giovanissima. Nulla da fare. Lui non l’ha ascoltata e ha proseguito. La vittima in qualche modo è riuscita a liberarsi da quel ragazzo che voleva solo conoscere e che invece era diventato il suo aguzzino.
I due giovani, infatti, non si erano mai visti. Quella del 29 marzo era la prima volta che si conoscevano dal vivo. Fino a quel momento c’era stata una conoscenza via social. Messaggi scambiati su Instagram, «in direct» come vengono chiamate le chat dove oggi iniziano molte frequentazioni di ragazzi. Dopo la violenza, la 16enne si è subito rifugiata a casa. Ha confidato l’aggressione subita prima a un’amica e poi ai genitori. Che immediatamente l’hanno accompagnata in questura per la denuncia.
Da lì sono scattate le indagini della polizia. Un lavoro che in poco più di tre mesi ha portato a rintracciare e a eseguire un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti del 22enne, con precedenti per reati contro il patrimonio. Gli investigatori, coordinati dal pm Marco Cirigliano, hanno subito acquisito i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona in cui era avvenuta l’aggressione. A questo si è poi aggiunto il fondamentale racconto della vittima, ascoltata dagli inquirenti in un’audizione protetta in questura. Inoltre, c’erano le chat tra i due su Instagram. Quindi il profilo del presunto responsabile, riconosciuto poi dalla 16enne nell’album fotografico che gli agenti le hanno mostrato.
Venerdì scorso la polizia ha eseguito l’ordinanza firmata dalla gip Giulia D’Antoni. Per il 22enne è stata disposta la misura dell’obbligo di dimora nel comune di residenza con la prescrizione di restare in casa di notte, dalle 21 alle 7 di mattina. La gip, riconoscendo la gravità del fatto, ha ritenuto la misura idonea ad evitare che il 22enne commetta nuovi reati.
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22 luglio 2026
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