La ex accusa la stella di Bayern e Francia in un’intervista alla Bild, in corso una battaglia legale. La versione del calciatore: offerta una cifra superiore a quella prevista dalle tabelle tedesche, ma lei non ha mai risposto
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21 luglio 2026 (modifica il 22 luglio 2026 | 08:44) – MILANO
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Una brutta, bruttissima, storia. Pochi giorni dopo la sconfitta con la sua Francia nella semifinale dei Mondiali, il 24enne Michael Olise si ritrova al centro di un’accesa disputa relativa al mantenimento della figlia. Come riportato dalla Bild, infatti, la 34enne Fatima Zaunbrecher, che per due anni è stata la sua compagna, accusa il giocatore del Bayern Monaco di non occuparsi della bambina nata dalla loro relazione e di non versare l’assegno di mantenimento.
LA STORIA—
Fatima vive a Düsseldorf e ha conosciuto Olise attraverso Instagram. I due, dopo aver chattato si sono incontrati, frequentati e innamorati. Per due anni sono stati una coppia e, durante la relazione, hanno concepito Aaliyah Noor (un test del Dna ha confermato il legame fra la bambina, che oggi ha 20 mesi, e il calciatore). Eppure Olise si rifiuterebbe di incontrare la figlia. Stando a quanto afferma Fatima, infatti, il francese non avrebbe mai incontrato la bimba di persona. I legali del calciatore le avrebbero comunicato che “un incontro non sarebbe produttivo”. Non solo: alla donna era stato offerto un assegno di mantenimento mensile di 836,50 euro, cifra poi rialzata fino a 2000 euro (a fronte di uno stipendio netto di circa 8 milioni) ma il denaro non sarebbe mai stato versato.
LA REAZIONE—
La ricostruzione di Olise è, inevitabilmente, diversa. Fonti a lui vicine affermano che non si sia mai rifiutato di versare l’assegno di mantenimento e che, al contrario, abbia più volte proposto di corrispondere all’ex compagna una cifra più alta rispetto a quella prevista dalle tabelle tedesche in materia, senza però ricevere mai risposta dalla madre della bambina. Risulta però che la Zaunbrecher avesse chiesto un assegno di mantenimento di 60mila euro mensili presso un tribunale francese. La donna, assistita da un avvocato specializzato in diritto di famiglia, fa sapere di vivere in un monolocale non solo con sua figlia ma anche con sua madre. “Si deve assumere le proprie responsabilità”, continua a ripetere Fatima a ogni occasione. Per il momento nessun tribunale si è ancora espresso sulla situazione.
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