di
Monica Ricci Sargentini
La pasionaria dell’universo Maga, tra le persone più ascoltate da Donald Trump, arriva in Ucraina dopo aver preso le distanze dalla propaganda del Cremlino. È il segnale di una crepa nel fronte filorusso dell’America First?
«Non vedo l’ora di leggere i tuoi reportage obiettivi da Kyiv. Ci erano piaciuti molto i tuoi articoli su Rt». Margarita Simonyan, direttrice dell’emittente del Cremlino, ha accolto così su X l’arrivo in Ucraina di Laura Loomer. Ma la risposta dell’influencer vicina a Donald Trump è stata tutt’altro che imbarazzata: ha ammesso di aver scritto per Rt nel 2021 perché era «caduta nella trappola della disinformazione russa» e ha promesso di aiutare il mondo Maga ad aprire gli occhi sulla propaganda di Mosca. A Kiev, dove il sostegno americano non è più dato per scontato, anche il ripensamento di una figura tanto controversa viene considerato un piccolo successo.
La conversione della trentaduenne influencer è significativa soprattutto per il ruolo che negli ultimi mesi ha conquistato accanto a Donald Trump. Da semplice attivista dell’ultradestra americana è diventata una presenza costante nell’entourage del presidente, tanto che diversi media statunitensi le attribuiscono un’influenza crescente sulle dinamiche interne della Casa Bianca. Le sue campagne pubbliche hanno già preceduto cambiamenti e siluramenti nell’apparato della sicurezza nazionale e dell’intelligence, alimentando la reputazione di «guardiana dell’ortodossia Maga». Anche dopo l’uccisione dell’attivista conservatore Charlie Kirk aveva guidato una durissima campagna contro chi sui social aveva esultato per la sua morte, finendo al centro di numerose polemiche.
Per questo il suo cambio di posizione sulla Russia viene osservato con attenzione. Loomer ha iniziato da mesi ad attaccare quello che definisce il «podcastistan» filorusso, prendendo di mira commentatori conservatori come Tucker Carlson, ribattezzato ironicamente «Tucker Qatarlson» per le sue presunte simpatie verso le posizioni di Mosca e del Qatar. Secondo l’influencer, una parte dell’universo America First starebbe rilanciando inconsapevolmente la narrativa del Cremlino e degli alleati di Mosca, dall’Iran alla Cina.
C’è però un limite che Loomer evita accuratamente di oltrepassare. Nelle sue denunce non mette mai direttamente in discussione Donald Trump, che continua a mantenere un rapporto complesso con Vladimir Putin e un approccio oscillante nei confronti dell’Ucraina. Le sue critiche si concentrano invece sugli influencer, sui podcaster e su alcuni funzionari dell’amministrazione, nel tentativo di convincere la base Maga senza entrare in rotta di collisione con il presidente.
A Kiev il viaggio è stato accolto con un misto di sorpresa e pragmatismo. Molti osservatori occidentali invitano alla cautela, ricordando il passato di Loomer e il suo ricorso frequente a campagne aggressive e teorie del complotto. Ma gli ucraini ragionano diversamente. In un momento in cui il sostegno americano appare sempre meno scontato e il dibattito interno agli Stati Uniti resta profondamente diviso, anche una voce proveniente dal cuore del trumpismo può contribuire a incrinare un racconto che finora è stato spesso favorevole alle posizioni del Cremlino.
Più che la conversione personale di Laura Loomer, a interessare Kiev è infatti ciò che essa potrebbe rappresentare: il primo segnale di una frattura all’interno di un movimento politico che negli ultimi anni ha guardato con crescente diffidenza agli aiuti militari all’Ucraina. Se una delle fedelissime di Trump arriva ad ammettere di essere stata ingannata dalla propaganda russa, il messaggio potrebbe trovare ascolto proprio nell’elettorato che finora è sembrato il più impermeabile alle ragioni di Kiev.
22 luglio 2026
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