Perché era lì e, soprattutto, con lei c’era qualcuno? È su queste due domande che la procura di Roma sta coordinando l’indagine sulla morte della donna precipitata da una impalcatura lo scorso 13 luglio in via dell’Archeologia 52, a Roma, nel quartiere di Tor Bella Monaca.

Quello che sembrava in prima battute un gesto estremo, nel corso dei giorni ha fatto sorgere dei dubbi agli investigatori. Al momento il fascicolo in mano al pm Francesco Saverio Musolino si muove contro ignoti. Secondo quanto appreso la ragazza, D.R. di 30 anni, era arrivata lì a Tor Bella Monaca da un paio di giorni. Aveva dormito in un appartamento in quel palazzo, tant’è che gli agenti hanno trovato il suo cellulare in un appartamento. In quella casa ci sarebbe dovuto essere anche un suo conoscente, un giovane nordafricano. Ma di lui non si hanno notizie. Non è chiaro in quali rapporti fossero i due.

La polizia, secondo quanto appreso, sta cercando di ricostruire gli ultimi istanti della giovane e, tra gli scenari al vaglio, ci sarebbe anche quello di una caduta dal terrazzo mentre tentava di fuggire da qualcuno. Non viene esclusa, però, neppure la possibilità che la ragazza sia stata spinta. La ragazza, secondo quanto appreso, faceva uso di stupefacenti. La famiglia, che non ha mai creduto all’ipotesi del gesto estremo, vuole la verità. Dopo più di una settimana dal ritrovamento del corpo, non è esclusa la tesi omicidiaria o del decesso come conseguenza di altro reato. La procura vuole vederci chiaro.