
Giulio Rapetti Mogol e Lucio Battisti da giovane
«Vorrei riappacificarmi con la moglie di Battisti, dopo le liti e gli scontri in tribunali. Le tendo la mano. Nel nome di Lucio». Giulio Rapetti Mogol, lancia un appello al settimanale Oggi in edicola da domani. Alla vigilia dei suoi 90 anni, il Maestro, che in tandem con Lucio Battisti ha scritto e cambiato la storia della canzone italiana, rilascia un’intervista esclusiva per tracciare un bilancio della sua straordinaria avventura umana e artistica.

Mogol: «Sogno sempre Lucio Battisti e vorrei riappacificarmi con la vedova»
«Non sento più Celentano e mi dispiace»«Sono sempre rimasto in ottimi rapporti con i cantanti con cui ho lavorato, da Morandi, che ho rilanciato con i miei testi, a Celentano. Mi dispiace non sentire più Adriano. Rispetto l’isolamento che ha scelto, non voglio turbarlo». Tornando a Battisti, Mogol spiega con sincerità i motivi della loro rottura: «Fu per i soldi. Volevo una ripartizione più equa dei nostri profitti. Lui si oppose». Ma sono storie vecchie e superate: «Lucio me lo sogno continuamente. La scena è immutabile: io muoio, vado in Paradiso e lui suona la chitarra su uno sgabello, per porgermi il benvenuto».

Sanremo, 76° Festival della Canzone Italiana – terza serata. Carlo Conti, Mogol (IPA)