di
Maurizio Perriello

La celebre finestra de «Il secondo tragico Fantozzi» è diventata meta di pellegrinaggio per fan e turisti. La titolare del negozio che oggi occupa quei locali: «La scritta? La lasciamo dov’è. Ormai è un pezzo di storia»

Oggi in via Monte Zebio non si danno più schienate paurose dopo essere stati colpiti da McKinley. Piuttosto si fa la fila per scattare foto alla celeberrima finestra che Paolo Villaggio sfonda con un pugno per conoscere il risultato di Inghilterra-Italia ne Il secondo tragico Fantozzi. L’altrettanto famosa scritta «Scusi, chi ha fatto palo?», da anni campeggiante sul muro di quella che oggi è un’abitazione, potrebbe essere sostituita da una targa celebrativa. Scritta che gli inquilini hanno scelto di non rimuovere. Anzi. La finestra più famosa della commedia italiana oggi è parte integrante di un negozio. E la titolare non ha alcuna intenzione di dare un colpo di spugna a un autentico monumento della storia del cinema.

Una finestra, un mito

Quella che nel 1976 era soltanto la finestra di un appartamento romano è diventata, cinquant’anni dopo, meta di pellegrinaggio per turisti e appassionati. Da quando sul muro è comparsa la scritta «Scusi, chi ha fatto palo?», poi, decine di curiosi si fermano ogni settimana per immortalare il luogo della celebre scena o tentare di riprodurre l’impresa di Paolo Villaggio. «Da quando è comparsa quella scritta sul muro, la gente sa esattamente qual è la finestra e viene spesso a farsi le foto o a provare a rifare la scena», racconta Martina Libutti, la titolare del negozio. «Non ci riesce quasi nessuno, perché la finestra è molto più alta di quello che sembra nel film. Finiscono tutti per schiantarsi contro il muro», aggiunge ridendo. La «febbre» per la finestra di Fantozzi è cresciuta soprattutto negli ultimi anni, trasformando quella porzione di via Monte Zebio in una tappa obbligata per i fan.



















































Una targa oltre alla scritta?

L’idea di sostituire la scritta con una targa commemorativa è nata «un po’ per scherzo». Al momento resta soprattutto una suggestione. «Ne stavamo parlando proprio oggi tra vicini», spiega la titolare del negozio. «Secondo me è molto più visibile la scritta che c’è adesso sul muro piuttosto che una targa. Penso che rimarrà così almeno per ora». Scritta, tiene a precisare Martina, che non è stata realizzata da chi vive e lavora lì. «Non sappiamo nemmeno chi l’abbia fatta. Ma finora nessuno, né il Comune né il condominio, ci ha mai chiesto di rimuoverla».

Un museo cinematografico a cielo aperto

La finestra di via Monte Zebio non è l’unico luogo filmico della saga di Fantozzi situato nel quartiere Della Vittoria. «Tutti si fermano da noi, ma in realtà tutta la zona è piena di angoli dove è stato girato il film», racconta ancora Martina. «Proprio qui all’angolo c’è anche il palazzo dove, nei film, abita la signorina Silvani». È uno degli aspetti meno conosciuti del film: gran parte delle scene ambientate nella quotidianità del ragioniere più famoso del cinema furono girate tra via Monte Zebio, piazza Mazzini e le strade del quartiere Della Vittoria, scelto dalla produzione per rappresentare la Roma impiegatizia degli anni Settanta.


Vai a tutte le notizie di Roma

Iscriviti alla newsletter di Corriere Roma

22 luglio 2026