Tappa molto mossa all’inizio con quattro GPM non particolarmente duri ma collocati in rapida sequenza. Gli ultimi 100 km sono invece molto più tranquilli
Jasper Philipsen ha vinto la 17a tappa del Tour de France 2026. Sulla linea di arrivo di Voiron il più rapido è il velocista della Alpecin-PremierTech, che finalmente sfata il tabù dei successi in questa edizione della Grande Boucle, grazie al lavorone di Mathieu Van der Poel, che si è sacrificato per lui nel rettilineo finale lanciandogli la volata e portandolo egregiamente ai 200 metri. E per il Belgio si tratta del tris di successi consecutivi, dopo i due conquistati da Remco Evenepoel tra domenica e ieri (lunedì era giorno di riposo). Secondo posto per lo svizzero Mauro (Jayco AlUla) e terzo per l’olandese Olav Kooij (Decathlon Cma Cmg), entrambi già a segno a questa Boucle. Per Philipsen, vincitore della Sanremo nel 2024, si tratta della settima vittoria al Tour.
la tappa—
Una tappa caratterizzata da una maxi-fuga di una quarantina di corridori. Poi in sei si avvantaggiano: Mads Pedersen (Lidl-Trek), Ben Healy (EF Edutacion-EasyPost), Michal Kwiatkowski (Netcompany Ineos), Felix Engelhardt (Jayco AlUla), Jasper Stuyven (Soudal Quick-Step), e Ed Planckaert (Alpecin-Premier Tech) riescono a distanziarsi a 57 km dal traguardo. Dopodiché, Stuyven è partito in solitaria subito dopo il traguardo volante di Colombe, approfittando di un momento di disattenzione per guadagnare terreno sui cinque compagni di fuga. Ma è stato poi ripreso dal gruppone in fuga, che intanto aveva riassorbito i cinque contrattaccanti, poco dopo lo striscione dei -4 km dalla fuga.
il finale—
A quel punto, si è arrivati a una volata e sul traguardo di Voiron la Alpecin PremierTech ha dettato legge, nonostante la presenza di Mads Pedersen, maglia verde di leader della classifica a punti, che però aveva speso molto nel tentativo di fuga ed è rimasto senza energie nello sprint finale. E ora il danese della Lidl-Trek, che aveva conquistato i 25 punti del traguardo volante di Colombe, deve difendersi nella graduatoria: Philipsen lo insegue di soli 7 punti. Tutto, presumibilmente, si deciderà domenica nell’ultimo sprint a Parigi. Dopo la cronometro dominata da Remco Evenepoel e l’abbandono causa caduta e frattura alla clavicola di Florian Lipowitz, il gruppo è tornato in azione con una tappa di 174,7 km da Chambéry a Voiron su un terreno ondulato, con un dislivello di 2.200 metri. Ma la maggior parte delle salite più impegnative si concentrava nella prima parte del percorso (nei primi 60 km) e dunque tra i big della generale non ci sono stati attacchi.
crollo yates—
Sul percorso, però, ha ceduto di schianto Adam Yates, uno dei preziosi gregari in salita di Tadej Pogacar. Lo scalatore britannico, fino a stamattina 14° nella generale (subito alle spalle di Davide Piganzoli), ha dovuto fare i conti nelle ultime ore con problemi di stomaco. “Purtroppo ha avuto una giornata così così e subito dopo la crono ha avuto anche conati di vomito. Oggi si sentiva vuoto, speriamo che in 24-48 ore possa recuperare, anche se con le tappe dei prossimi giorni sarà complicato”, ha commentato Mauro Gianetti, team principal della Uae-XRG. Il gruppo maglia gialla con Tadej Pogacar, Remco Evenepoel, Isaac Del Toro e gli altri big è giunto al traguardo a oltre 8’45 dal vincitore Philipsen. E intanto, in mattinata è arrivata la notizia che tutti i partecipanti sono stati sottoposti ai test antidoping. A renderlo noto è l’Ita (International Testing Agency), finita nell’occhio del ciclone nei giorni scorsi per via di alcuni esami effettuati di notte su alcuni corridori, tra cui Tadej Pogacar, alle 5 e Jonas Vingegaard, alle 2, proprio alla vigilia della tappa in cui il danese è caduto e poi si è ritirato.
LA TAPPA DI DOMANI—
– Domani inizia la prima parte della trilogia alpina. La diciottesima frazione di questa edizione della Grande Boucle, da Voiron a Orcières-Merlette, è una tappa di montagna di 185,2 chilometri e presenta cinque salite classificate, tra cui due di prima categoria: la Côte d’Engins (11,4 km al 5,4%) e la salita finale verso Orcières-Merlette (7,1 km al 6,7%), per un dislivello totale di 3.900 metri. Sulla carta, si tratta di un terreno ideale per una fuga, poiché i favoriti dovrebbero sulla carta aspettare le tappe di venerdì e sabato, entrambe con arrivo all’Alpe d’Huez, decisive per il podio finale. L’arrivo a Orcières-Merlette rievoca la famosa vittoria in solitaria di Luis Ocaña, che al Tour de France dal 1971 si impose con quasi sei minuti di vantaggio su Lucien Van Impe e quasi nove minuti su Eddy Merckx. Lo spagnolo cadde pochi giorni dopo in discesa dal Col de Menté e fu costretto al ritiro.
tour de france—
Dopo la cronometro dominata da Evenepoel, l’ultima settimana della 113^ Grande Boucle entra nel vivo. La tappa odierna, la Chambéry-Voiron, la n.17, è molto mossa all’inizio con quattro GPM non particolarmente duri ma collocati in rapida sequenza. Gli ultimi 100 km sono invece molto più tranquilli
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