ROVERETO. Una notizia importante per chi soffre di scompenso cardiaco e per il futuro della sanità: uno studio condotto a Rovereto dimostra che il modello organizzativo innovativo in uso all’Azienda Sanitaria, che si avvale di un’applicazione mobile per il monitoraggio a distanza dei pazienti (TreC Cardiologia), ha permesso di ridurre significativamente il numero di ricoveri in ospedale e le visite di controllo.

La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica internazionale Journal of Cardiovascular Development and Disease, è nata dalla collaborazione tra l’Unità Operativa di Cardiologia dell’Ospedale Santa Maria del Carmine di Rovereto dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari, e la Fondazione Bruno Kessler, nell’ambito di TrentinoSalute4.0. La soluzione consente di realizzare un nuovo paradigma nella presa in carico: invece di vedere tutti i pazienti di persona regolarmente, da qualche anno gli infermieri e i medici cardiologi possono concentrare le visite ambulatoriali sui casi più complessi o sui pazienti che hanno bisogno di un controllo ravvicinato (ad esempio, dopo un ricovero, un intervento, ecc..), mentre i pazienti stabili vengono monitorati comodamente da casa. Gli autori dello ricerca ritengono che questa riorganizzazione, resa possibile dalla tecnologia e dalla nuova organizzazione adottata, abbia giocato un ruolo chiave nei risultati positivi dello studio.

«Questa ricerca e i risultati pubblicati a livello internazionale confermano che investire nell’innovazione digitale e in modelli organizzativi nuovi non è solo una scelta tecnologica, ma una strada che porta benefici reali alla vita delle persone. Il progetto TreC Cardiologia dimostra che la sanità del futuro può essere più vicina e più attenta ai bisogni dei pazienti, anche a distanza. Ridurre ricoveri e accessi in ospedale significa liberare energie e risorse da dedicare ai casi più complessi, ma significa soprattutto maggiore serenità per i pazienti e per le loro famiglie», sottolinea l’assessore provinciale alla salute Mario Tonina.

Lo studio ha seguito 211 pazienti con scompenso cardiaco per un anno dopo che era stata loro “prescritta” l’App TreC Cardio, e sono stati presi in carico con il modello organizzativo in ottica di telemedicina, confrontando i dati con l’anno precedente.I benefici sono evidenti. Meno ricoveri per scompenso cardiaco: la percentuale di pazienti che si sono dovuti ricoverare in ospedale a causa dello scompenso cardiaco è scesa dal 25,6% al solo 4,7% dopo aver iniziato il telemonitoraggio. Questo significa che, nell’anno dello studio, mentre quasi 1 paziente su 4 è stato ricoverato, con il nuovo modello organizzativo solo circa 1 su 20 ha avuto bisogno di un ricovero per lo stesso motivo.

Meno visite ambulatoriali: anche il numero medio di visite di controllo in ambulatorio è diminuito. Questo non solo riduce il disagio per i pazienti (che devono spostarsi meno), ma libera anche risorse importanti per l’ospedale.Terapie migliori: il monitoraggio a distanza ha anche aiutato i medici a ottimizzare le terapie farmacologiche, portando più pazienti a ricevere la combinazione di farmaci più efficace.I benefici sono stati osservati nelle diverse tipologie di scompenso cardiaco, anche se con alcune differenze: i pazienti con la forma più grave di scompenso hanno visto una forte riduzione dei ricoveri, i pazienti con altre forme si è notata anche una diminuzione delle visite ambulatoriali.«Lo scompenso cardiaco è una condizione cronica, caratterizzata da un cuore che fa fatica a pompare il sangue in maniera efficace. È una malattia che, nonostante fasi di stabilità clinica, può essere associata al rischio improvviso di peggioramenti che possono portare ad un aumento di numero di visite di controllo in ospedale, o a ricoveri anche prolungati in ospedale», ha spiegato la dottoressa Annachiara Benini.

«Il sistema è un vantaggio sia per il paziente che per noi», ha sintetizzato Giancarlo Tomasi, responsabile infermieristico dell’ambulatorio all’UO di Cardiologia di Rovereto, che si occupa, in particolare, di seguire i pazienti attraverso il cruscotto di TreC Cardiologia.