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Le dichiarazioni pronunciate ad Arezzo hanno riportato Enzo Iacchetti al centro del dibattito pubblico. L’attore e conduttore di Striscia la Notizia è intervenuto durante la rassegna Naturalmente Pianoforte, in un incontro con il giornalista Andrea Scanzi, affrontando temi politici, la guerra in Medio Oriente e la sanità italiana. Un intervento che si inserisce in una lunga serie di prese di posizione che negli ultimi mesi hanno già alimentato forti polemiche.

APPROFONDIMENTI


Iacchetti contro tutti

Nel corso della serata Iacchetti ha rivendicato il proprio orientamento politico definendosi un «militante comunista» e ha rivolto dure critiche al governo guidato da Giorgia Meloni. Tra i passaggi che hanno suscitato maggiore clamore c’è quello dedicato al ministro della Salute Orazio Schillaci. Parlando delle lunghe liste d’attesa nella sanità pubblica, il conduttore ha immaginato il caso di un ministro costretto ad aspettare mesi per una Tac o una risonanza magnetica, aggiungendo di volerlo vedere «morire prima, come succede in tanti casi da noi». Nel suo intervento non sono mancati riferimenti anche all’immigrazione e al conflitto in Medio Oriente. Sul primo tema ha ironizzato dicendo di augurarsi che «i pomodori in Puglia venissero raccolti da quelli che vogliono la remigrazione», mentre sulla guerra ha ribadito le proprie critiche nei confronti del sostegno del governo italiano a Israele.

Le precedenti polemiche in tv

Le polemiche che lo coinvolgono, tuttavia, non nascono oggi. Già nel settembre 2025, durante una puntata di È sempre Cartabianca, Iacchetti era stato protagonista di un acceso confronto con Eyal Mizrahi, presidente della Federazione Amici di Israele. Il dibattito sulla guerra tra Israele e Hamas si era rapidamente trasformato in uno scontro verbale, culminato dopo la domanda «definisci bambino», pronunciata da Mizrahi nel contesto della discussione sulle vittime palestinesi. Le dichiarazioni del conduttore avevano poi provocato numerose reazioni politiche e da parte della comunità ebraica. Due mesi dopo, nel novembre 2025, l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane aveva presentato una denuncia sostenendo che alcune affermazioni del conduttore avessero contribuito a «demonizzare Israele e il popolo ebraico», riproponendo stereotipi ritenuti riconducibili all’antisemitismo. Iacchetti aveva respinto le accuse, annunciando attraverso i social l’intenzione di difendersi nelle sedi competenti.

Nel febbraio 2026 si è aperto un nuovo capitolo. Attraverso i propri legali, il conduttore ha diffidato Meta chiedendo la rimozione di contenuti pubblicati su Facebook che riteneva diffamatori. Nel mirino erano finiti fotomontaggi e messaggi che lo accostavano anche all’ideologia nazista. Iacchetti aveva spiegato di non considerare quei contenuti semplici critiche, ma una vera e propria campagna denigratoria, annunciando azioni legali contro gli autori.

L’intervento di Arezzo si aggiunge quindi a una vicenda che da mesi accompagna il volto di Striscia la Notizia. Tra dichiarazioni sulla guerra, attacchi al governo e interventi sui temi della sanità e dell’immigrazione, il conduttore continua a dividere l’opinione pubblica e a far discutere con le sue prese di posizione.