Domani l’annuncio del prolungamento del croato, mentre lo svizzero si aggregherà il 3 agosto a Perth al resto della squadra. Tra Serie A, Europa League e Coppa Italia ci sarà spazio per tutti

Il primo anno la convivenza in rossonero di Luka Modric e Ardon Jashari non è stata un granché. Sia a livello di risultati di squadra sia a livello di minuti che Allegri ha concesso allo svizzero. Il croato di fatto è sempre stato titolare e all’ex Bruges, che a inizio stagione ha avuto un grave infortunio al perone in allenamento ed è stato fuori quasi tre mesi, sono rimaste solo le briciole. In questo 2026-27 invece la storia andrà diversamente perché il Milan avrà una competizione in più, l’Europa League in programma giovedì sera, e perché la carta d’identità di Modric tra una manciata di settimane dirà 41 anni e non più 40. Tradotto il capitano della Croazia non potrà scendere in campo dal primo minuto una volta ogni tre giorni e dovrà per forza tirare il fiato. In Serie A o in Europa, dunque, Jashari avrà le sue opportunità per mettersi in mostra. È quello che vuole e che Amorim gli ha promesso.

FUTURO DIVERSO—  

Jashari la passata stagione ha giocato da titolare 9 incontri in campionato: il primo l’11 gennaio a Firenze. La sua non è stata certo una stagione da ricordare e neppure il Mondiale gli ha regalato grandi soddisfazioni. Nonostante questo, però, il Milan non ha dubbi sull’investimento da 34 milioni più 3 di bonus fatto la scorsa estate per acquistarlo dal Bruges. Amorim lo conosceva e, dopo la firma con il club di via Aldo Rossi, ha approfondito lo studio delle sue qualità. Ardon secondo lui può adattarsi perfettamente a fare l’interno di centrocampo nel 3-4-2-1. Anzi, secondo l’ex allenatore dello Sporting e dello United, questo può essere il ruolo ideale per lui che abbina alla regia l’abilità di recuperare il pallone. Se Amorim è contento di allenarlo, la società è felicissima che di puntare su di lui perché la passata estate non c’era solo Tare tra i suoi estimatori: anche Ibrahimovic, che è rimasto consulente di Cardinale, e Moncada stravedevano per lui.

MODRIC part time —  

Domani sarà ufficiale il prolungamento di un anno del contratto del croato che raggiungerà la squadra in Australia mercoledì prossimo. Modric durante le vacanze si è tenuto in allenamento e non ha preso in considerazione l’ipotesi di ritirarsi perché il finale della scorsa stagione in rossonero e quello dell’ultimo Mondiale con la Croazia lo hanno amareggiato. Ci tiene a lasciare il calcio da vincente e così, dopo che avrà salutato la sua nazionale a Spalato il 6 ottobre, si dedicherà solo al Milan. Con un obiettivo chiaro in mente: alzare un trofeo. Il fatto che il patron Cardinale e il tecnico Amorim abbiamo sottolineato la volontà di lottare per lo scudetto della seconda stella gli piace parecchio perché è una sfida, il modo migliore per chiudere la carriera. Luka sa bene che non potrà giocare praticamente sempre da titolare come nel 2025-26 e che dovrà gestirsi, soprattutto con l’Europa League di giovedì. Meglio una trentina di incontri di qualità su 50-60 che i rossoneri giocheranno (a seconda del cammino in Europa e in Coppa Italia) rispetto al rischio di giocare (male) quando ha le batterie scariche. Ci tiene a finire bene, a lasciare una bella immagine di sé. Un sei volte vincitore della Champions, nonché Pallone d’oro, vuole uscire di scena da campione.

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COESISTENZA—  

Un centrocampo con Jashari e Modric insieme probabilmente difetterebbe di chili e centimetri. Difficile ipotizzare che possano giocare molto insieme anche perché ci sono elementi più fisici e muscolari come Rabiot, Fofana e Loftus-Cheek. Questo però non vuol dire che entrambi avranno spazio: Luka più in campionato, Ardon in Europa League. Almeno nella prima fase delle coppe europee, poi si vedrà. Amorim chiederà alla squadra di difendere correndo in avanti per portare la pressione e cercare di riconquistare il pallone nei primi secondi dopo averlo perso. Questo vuol dire che il suo gioco sarà dispendioso e che dalla domenica al giovedì cambierà molto. Insomma ci sarà spazio sia per Jashari, che rappresenta il futuro del Diavolo, sia per Modric, che è lo splendido presente. Se vincessero insieme un trofeo, anche dovendo alternarsi, difficilmente uno dei due potrebbe non essere contento.