Gli appassionati non si sono persi l’appuntamento. Mercoledì sera, 22 luglio, per otto minuti, la Stazione spaziale internazionale (Iss) è transitata sul cielo italiano ed è stata visibile a occhio nudo.
Riconoscibile perché non brillava come una stella, ma con luce fissa, nel nord (e a Milano) è stata visibile a partire dalle 21.34. Chi si è ricordato dell’appuntamento e ha alzato gli occhi verso il cielo ha visto, nitidamente, l’oggetto transitare in modo lineare, con i ripetitori ben visibili.
Come bisognava vederla
Non erano necessari telescopi o binocoli, anche perché la velocità di movimento rende, per quanto riguarda questo genere di osservazioni, l’occhio nudo il modo migliore per seguire la scia. La Stazione spaziale internazionale in particolare viaggia a circa 27.600 km/h (circa 7,66 chilometri al secondo). Questo significa che la “puntualità” è stata indispensabile per vederla. “Perdere” anche solo un paio di minuti avrebbe potuto vanificare l’attesa.
Perché viaggia così velocemente
Il motivo per cui la Stazione deve viaggiare così velocemente è che, alla quota in cui vola, la gravità terrestre è ancora molto significativa. L’unico modo per non precipitare è muoversi lateralmente così velocemente da far combaciare la curvatura della sua caduta con la curvatura della Terra.
Che cos’è la Stazione
La Stazione spaziale internazionale (Iss) è un grande laboratorio scientifico abitato che orbita attorno alla Terra a circa 400 chilometri di altitudine. È nata dalla collaborazione tra cinque principali agenzie spaziali: NASA (Stati Uniti), Roscosmos (Russia), ESA (Europa), JAXA (Giappone) e CSA (Canada). È una struttura modulare grande quanto un campo da calcio e rappresenta la più imponente opera ingegneristica mai costruita dall’uomo nello spazio.