di
Donatella Tiraboschi
Di Fiorano al Serio, ha 39 anni e origini indiane, ha vinto l’edizione 2026 di «Bravograzie» da cui passarono, tra gli altri, Franco Neri ed Enrico Bartolino
«Ad un certo punto, quando i bambini sono cresciuti, mi sono detto: devo trovarmi una passione. Che faccio? Giocare a calcio non va bene, perché sono troppo basso. Praticare qualche altro sport? Mi affascinava la comicità e ci ho provato». Non c’è niente da ridere, anzi ce n’è moltissimo perché l’empatia di Naveen Cassera è qualcosa che conquista, una dote innata. Forse si trattava solo di scoprirla e di portarla sul palco, dove è solito presentarsi così. «Entro con una tunica indiana, dico che non parlo bene italiano e che vengo da lontano. E poi dico che adoriamo un’unica dea, l’Atalanta!».
A quel punto toglie la tunica e sotto spunta la maglietta con il più tipico degli intercalari orobici: «pota». Con questo inconfondibile mood, t-shirt compresa, Naveen Cassera, 39 anni di Fiorano al Serio, nato in India, ma approdato in Val Seriana all’età di 9 mesi («sono stato fortunato — racconta — mamma di Ardesio, e papà di Gazzaniga non riuscivano ad avere figli. Così hanno adottato me, poi mia sorella sempre dall’India quando è arrivato il terzo fratello naturale») ha sbaragliato il campo vincendo l’edizione 2026 di «Bravograzie» a Valpelline (vicino ad Aosta).
«Siamo la Champions League della comicità», spiega l’organizzatore Claudio Calì che snocciola un palmarès di nomi da bacheca dei trofei. «Sono passati 35 anni dalla prima edizione dell’agosto del 1991 con cui una scatenata Luciana Littizzetto cominciò proprio con “Bravograzie” la sua carriera. E, nel corso degli anni, l’evento ha visto tra i vincitori Enrico Bertolino, Franco Neri, il trio La Ricotta, Ficarra e Picone, Baz, Alberto Farina, Dado, Max Pisu e tanti altri. Ma non solo — conclude — perché “Bravograzie” ha poi portato fortuna anche ad Annamaria Barbera, Teresa Mannino, Fabio De Luigi, Federico Basso, Gianluca De Angelis, adesso molto conosciuto in coppia con Marta Zoboli, Leonardo Manera, Beppe Braida, Vincenzo Comunale, I Turbolenti e Gianmarco Pozzoli».
Il nome di Naveen è, dunque, l’ultimo iscritto di questo albo d’oro di campioni. E pensare che tutto è cominciato solo nel 2024. «A dire il vero, salire sul palco mi è sempre piaciuto fin da quando, da ragazzo, per qualche anno ho fatto l’animatore turistico nei villaggi. Poi, a 23 anni, sono diventato papà per la prima volta e tre anni dopo ho fatto il bis». Con due baby da tirar su, c’era poco da scherzare (e non solo per modo di dire) e Naveen, ligio al mantra bergamasco del «laurà» si è rimboccato le maniche, impiegandosi prima presso una ferramenta e poi trovando l’attuale occupazione come responsabile acquisti in una ditta che, a Cologno al Serio, è attiva nel trattamento delle acque.
Addio sogni di gloria? Macché, perché la passione per lo spettacolo, e la comicità in particolare, ha di nuovo fatto capolino tra un preventivo e l’altro. «Dal momento che sono anche un po’ egocentrico, ho pensato, dai che mi butto e vediamo che cosa succede». Nel 2024 si è così iscritto all’Accademia del Comico a Milano, frequentando un corso su base triennale che ne ha affinato il talento. Risalire sul palco, far ridere e conquistare il pubblico è stato un tutt’uno che gli ha regalato ottime performance in diversi contest, tra cui, la scorsa primavera la vittoria al Premio Nebbia città di Milano, una rassegna dedicata alla comicità nazionale.
La ricetta del successo è semplice: ironizzare sulla propria storia, su se stessi facendo leva su stereotipi e pregiudizi. L’obiettivo è quello di approdare in tv, in quell’Olimpo della comicità che resta Zelig, ma intanto Naveen non si è montato la testa: «Da lunedì a venerdì c’è l’ufficio, la comicità è nel fine settimana». E i figli (ormai adolescenti) che pensano del papà comico? «Sono contenti, ma non gliene frega assolutamente niente».
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23 luglio 2026 ( modifica il 23 luglio 2026 | 07:45)
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