di
Alberto Giulini
La 36enne trovata senza vita nel suo appartamento in Barriera di Milano. La polizia ha raccolto la testimonianza dell’ex marito: secondo i vicini di casa, i due si frequentavano nonostante la separazione. Sparito il cane della donna
C’è un indagato per la morte di Daniela Florea, la donna di 36 anni trovata senza vita lunedì notte, 20 luglio, nel suo appartamento di via Paisiello, in Barriera di Milano, a Torino. Sarà l’autopsia a dare il responso definitivo sulle cause del decesso, ma non ci sono ormai dubbi sulla morte violenta.
Qualcuno ha ucciso la 36enne, l’ha avvolta in un lenzuolo bianco e l’ha nascosta in un letto contenitore. Elementi incompatibili con le possibilità di un malore o di una morte accidentale. In Procura è stato aperto un fascicolo per omicidio e nel registro degli indagati c’è un nome. Un’ulteriore svolta dovrebbe arrivare in giornata, quando Roberto Testi eseguirà l’autopsia sul corpo della vittima. L’esame autoptico è stato disposto ieri dalla pm Delia Boschetto, che coordina le indagini e ha affidato l’incarico al direttore della Medicina legale dell’Asl di Torino. Spetterà a Testi chiarire come sia morta Daniela Florea. Al momento del ritrovamento del cadavere, nella tarda serata di lunedì, l’avanzato stato di decomposizione non ha permesso di ipotizzare né le cause né una possibile data del decesso. Non ci sono dubbi sull’omicidio, resta da capire come e soprattutto quando la 36enne sia stata uccisa.
Proseguono a tutto tondo le indagini della squadra Mobile, guidata dal dirigente Davide Corazzini. La polizia ha raccolto le testimonianze di vicini, conoscenti e soprattutto dell’ex marito della vittima. L’uomo è stato ascoltato poche ore dopo il ritrovamento del corpo. La sua posizione sarebbe tenuta sotto osservazione. Secondo i vicini di casa, nonostante la separazione, Daniela Florea e l’ex marito si vedevano spesso. Trascorrevano diverso tempo assieme al figlio di sei anni, affetto da disabilità cognitive e ora affidato a una comunità. L’uomo non viveva nello stesso appartamento, ma i vicini lo vedevano sovente in via Paisiello 17 per giocare con il bambino. «Non sembravano una coppia reduce da una separazione», racconta un residente.
Gli elementi emersi dai rilievi nell’appartamento spingono gli investigatori a ipotizzare che l’assassino conoscesse bene la vittima. Non sono stati trovati segni di effrazione sulla serratura e la casa della donna era in ordine, dettagli che porterebbero a escludere un furto o una rapina degenerati. Ci sono poi diversi interrogativi da chiarire, a partire dal ritrovamento del corpo dopo diversi giorni dalla morte: sono stati i vicini e soprattutto un cugino a dare l’allarme, non chi solitamente si teneva in contatto quasi ogni giorno con la vittima. E in casa non c’era il piccolo cane bianco che non si separava mai da Daniela. Questioni a cui gli investigatori cercheranno di trovare una risposta. L’autopsia potrà intanto datare l’omicidio.
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23 luglio 2026 ( modifica il 23 luglio 2026 | 11:09)
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