Il secondo capitolo seriale nella storia degli 883 torna in tv con “Nord Sud Ovest Est” il prossimo 9 ottobre su Sky e NOW. In otto puntate Sydney Sibilia (“Smetto quando voglio”) torna a raccontare, a partire dal 1993, la consacrazione del duo simbolo di un’intera generazione, formato da Max Pezzali (interpretato da Elia Nuzzolo) e Mauro Repetto (a cui presta il volto Matteo Oscar Giuggioli).
Dopo il successo del debutto in “Hanno ucciso l’Uomo Ragno”, il progetto – raccontato in anteprima al Giffoni Film Festival – ripercorre alcune tappe cruciali. «Non so perché scelgo razionalmente sempre gli outsider – spiega l’autore – ma alla fine torno sempre all’idea dell’underdog che ce la fa. Mi piace chi lotta contro un destino sgarbato o contro i mulini a vento. E questo è un romanzo di formazione perché i due protagonisti si chiedono: “Io da grande chi voglio essere?”». Nel 1994, infatti, Repetto ha lasciato il gruppo: «La loro separazione – aggiunge – è affascinante da esplorare perché prendiamo i punti di vista diversi quando i sogni dei due iniziano a divergere, essendo persone molto diverse tra loro». Quel secondo album degli 883 ha venduto 1 milione e 600 mila copie e ancora oggi è al dodicesimo posto tra quelli di maggior successo in Italia. E proprio di questo parlano i nuovi episodi: «Quel tipo di fama oggi è difficile da immaginare perché all’epoca c’erano meno persone famose e, tutti, a prescindere dall’età, le conoscevano. Al punto che ogni loro uscita era diventata una questione d’ordine pubblico e la serie ripercorre quei momenti in chiave comica».
A chi gli chiede se l’idea del biopic sia venuta in mente per soddisfare il desiderio di nostalgia del pubblico, il creatore risponde: «Sarebbe disonesto: quando incontro una storia che mi piace la racconto a ripetizione agli amici (per questo ne ho pochi) e se alla quarta volta ho ancora voglia di parlarne allora vuol dire che devo metterla nero su bianco».
Tra i ricordi più memorabili dei ciak per Sibilia uno resta in primo piano: «Quando giravamo stavo per diventare padre, ma io vivo a Roma mentre le riprese si svolgevano a Pavia. Chiedevo ogni singolo giorno a mia moglie se stava per partorire e facevo la spola tra le due città, poi mentre ero in ospedale e lei si trovava in travaglio mi è arrivata una telefonata dal set. “Disturbiamo?”. E io: “No, ditemi pure”».
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Ultimo aggiornamento: giovedì 23 luglio 2026, 09:47
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