di
Martina Pennisi
La Commissione europea si prepara a infliggere a Google la sanzione più alta prevista dal Digital Markets Act. Nel mirino il motore di ricerca e Google Play, mentre cresce lo scontro con gli Stati Uniti
L’Europa fa sul serio, con il Digital Markets Act. Mentre Alphabet, la società capogruppo di Google, registra un fatturato di 120 miliardi di dollari nel trimestre (+24%), la Commissione europea annuncerà oggi quella che dovrebbe essere la multa più elevata dall’entrata in vigore del Dma, la norma per la tutela della concorrenza nei mercati digitali. Nel mirino c’è Google, secondo un’anticipazione del quotidiano economico tedesco Handelsblatt , dopo settimane di indiscrezioni circolate sulla stampa internazionale.
La lettera a Trump
Citando alti funzionari europei, Handelsblatt parla di una cifra intorno al miliardo di euro, che sottolineerebbe la volontà della presidente Ursula von der Leyen di far rispettare (a questo punto) la norma nonostante le tensioni politiche con gli Stati Uniti. Non a caso, martedì un gruppo di 25 parlamentari statunitensi ha scritto una lettera al presidente Usa Donald Trump, chiedendogli di intervenire contro le normative europee, ree a loro dire di colpire ingiustamente i colossi tecnologici americani.
I parlamentari parlano di «regime antiamericano», come ha riportato Reuters, e citano proprio l’imminente multa a Google, oltre che il probabile inserimento dei cloud di Microsoft e Amazon – Azure e Aws – nei servizi soggetti agli obblighi del Dma.
«Se il dialogo non dovesse portare a risultati rapidi, gli Stati Uniti dovrebbero utilizzare tutti gli strumenti a disposizione, inclusi, a titolo esemplificativo, l’articolo 301 del Trade Act del 1974», scrivono i firmatari, invocando una legge sulle pratiche commerciali scorrette che consente agli Stati Uniti di imporre dazi o adottare altre misure. Secondo i parlamentari, tutti repubblicani, la sanzione ignora inoltre le significative modifiche che Google sostiene di aver già introdotto nel proprio motore di ricerca.
E questo è uno dei pilastri della difesa del colosso di Mountain View, che da una parte dovrà gestire quanto deciso in base alle violazioni passate e dall’altra dovrà misurarsi con eventuali obblighi di ulteriori interventi sui suoi prodotti di punta. Di cosa si parla e perché la Commissione europea è intervenuta? Le questioni sono annose e sono due, come anticipato la scorsa settimana dal Financial Times: la prima riguarda il modo in cui Google favorirebbe illegalmente i propri servizi di shopping, viaggi o altri servizi specializzati nei risultati della ricerca, a scapito dei concorrenti.
La seconda è legata al negozio di applicazioni Google Play, che verrebbe gestito con troppi vincoli e restrizioni nei confronti degli sviluppatori che vogliono indirizzare gli utenti verso modalità di distribuzione delle app o di pagamento alternativi. Qui c’è un precedente: l’App Store di Apple, multato nell’aprile del 2025 per 500 milioni di euro per la stessa ragione. Contestualmente, la Commissione aveva sanzionato anche Meta per 200 milioni.
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23 luglio 2026 ( modifica il 23 luglio 2026 | 10:24)
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