di
Corriere Animali
Una forma di melanoma è in grado di passare da individuo a inviduo. Lo studio dell’università del Vermont partito dal pesce gatto nebuloso
Alcuni pesci d’acqua dolce possono essere colpiti da un tumore – una forma di melanoma – che non nasce dall’interno dell’organismo, ma che arriva dall’esterno e passa da un animale all’altro come un parassita. È quanto hanno scoperto ricercatori dell’University of Vermont, negli Stati Uniti, in uno studio pubblicato sulla rivista Nature.
L’idea che un tumore possa essere trasmissibile sfida alcune delle conoscenze consolidate sulla genesi delle neoplasie. «Un tumore trasmissibile ha origine come un tumore convenzionale in un singolo individuo fondatore. Le cellule tumorali poi danno metastasi per infettare nuovi ospiti», spiegano i ricercatori. «Le cellule tumorali stesse sono l’agente di trasmissione».
Già in passato questo fenomeno è stato osservato nei cani, nel diavolo della Tasmania e in alcuni molluschi. Ora, per la prima volta è stato identificato nei pesci.
I ricercatori da tempo avevano notato nel lago Memphremagog, a cavallo tra Usa e Canada, numerosi esemplari di pesce gatto nebuloso con macchie nere sul corpo simili a grosse chiazze d’inchiostro. La prima ipotesi era stata che le inondazioni causate dall’uragano Irene nel 2011 avessero comportato un peggioramento della qualità delle acque, provocando un’epidemia dovuta a qualche agente infettivo o un tumore indotto dall’inquinamento.
I test hanno confermato che si trattava di un melanoma, ma, soprattutto, che i tumori nei diversi individui erano imparentati tra di loro. Infatti, «i genomi tumorali erano più strettamente correlati tra loro di quanto lo fossero al genoma dell’ospite in cui si trovano». Un indizio inequivocabile del fatto che le cellule tumorali fossero passate da un animale all’altro. Non è chiaro in che modo avvenga il contagio, né da quanto tempo il tumore circoli nella specie.
Per i ricercatori, però, la scoperta è di grande interesse: mostra che i tumori trasmissibili potrebbero essere più comuni di quanto si pensasse e, inoltre, aprono nuove prospettive di ricerca sulla capacità di adattamento delle cellule tumorali. In ogni caso, rassicurano, non ci sono rischi per l’uomo, dal momento che le cellule tumorali non sopravvivrebbero in un’altra specie.
(Fonte: Ansa)
Per ricevere tutti gli aggiornamenti sul mondo degli animali
Iscrivetevi alla newsletter Animali
23 luglio 2026 ( modifica il 23 luglio 2026 | 08:51)
© RIPRODUZIONE RISERVATA