La prima novità dunque riguarda l’alleggerimento del telaio che è ora molto più vicino al peso limite, e di per se concede già un importante boost di prestazione. Insieme al telaio, anche il cambio è stato alleggerito, seppur sia della vecchia specifica come confermato da Mike Krack. Questo importante lavoro ha richiesto ad Aston Martin dei crash test aggiuntivi; un passaggio importante che rende ancor più l’idea del lavoro che è stato fatto da Adrian Newey e i suoi uomini, e che chiaramente ha richiesto molto tempo e budget.

Ancora non è visibile l’ala anteriore, il fondo e le pance complete, ma si può notare come a livello di filosofia non sia cambiato l’inlet dei radiatori, seppur abbia subito un rimodellamento soprattutto nella parte bassa. Aggiornato l’ingresso delle pance ma Adrian Newey è rimasto comunque fedele alla propria filosofia con il labbro inferiore avanzato e rialzato e un sottosquadro importante, che lavora poi in sinergia con il fondo.

Si riesce a vedere anche una prima novità nella parte anteriore del fondo, precisamente nel floor board, che è stato chiaramente evoluto rispetto alla soluzione iniziale. Non ancora visibile tutto questo macrocomponente, ma è lecito attendersi novità anche nella zona di ingresso dei ‘mini Venturi’, sul marciapiede e al diffusore. Quella del team di Silverstone è chiaramente una rivoluzione, frutto di mesi di lavoro, che accorpa più pacchetti di aggiornamenti che fin qui non son stati portati in pista.