Crescono gli infortuni e i decessi in montagna
Nel periodo estivo sono numerosi gli interventi del Servizio Sanitario Nazionale e in particolar modo del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico

 

Chi abita nelle vallate alpine negli ultimi giorni ha spesso sentito le pale dell’elicottero del Servizio Sanitario Nazionale ronzargli sopra le orecchie. Negli ultimi anni si è intensificata notevolmente la presenza dell’elicottero, come mezzo di soccorso, nel territorio montano italiano. I motivi sono fondamentalmente due: l’utilizzo di questo mezzo versatile e veloce per evacuare persone con gravi problemi di salute (infortuni, infarti) e l’aumento della frequentazione del territorio montano, con l’aumento inevitabile di incidenti.

 

È sulle pagine di tutti i giornali nazionali l’alto numero di decessi avvenuti in montagna nell’ultimo anno: superata ormai quota 100: il Corpo nazionale Soccorso alpino e speleologico fornirà a fine anno i dati definitivi ma il trend è fortemente in crescita (l’ultimo recupero nella zona del Pinerolese di una salma lunedì 18 agosto nel gruppo del Monviso).

 

Come esempio potremmo prendere quello delle valli valdesi, ma la situazione è simile sul tutto il territorio, anzi in Valle d’Aosta e nelle Dolomiti i numeri sono ancora più alti. Nel periodo agostano, purtroppo, quasi quotidianamente (nel fine settimana anche più di una volta al giorno), l’elicottero è dovuto intervenire e con esso anche le squadre di terra. Auto fuori strada (fortunatamente e incredibilmente senza esiti fatali), incidenti nei “toumpi”, persone disperse, e ancora incidenti “normali” in montagna dove però si è dovuto assistere a due decessi. Il primo protagonista, un escursionista francese, che dopo una scivolata in una zona impervia è stato recuperato senza vita dal Soccorso alpino, che ha poi dovuto riaccompagnare il resto della comitiva in zona più sicura, il secondo a causa di un attacco cardiaco; sempre in alta val Pellice.

 

Altre volte il dispiego dei mezzi aerei si è reso necessario, come nella giornata di sabato 16 agosto per la ricerca di una ciclista dispersa nel territorio di Bagnolo Piemonte, in una zona collinare. Dopo ore di ricerche di terra e sorvoli, è stata fortunatamente ritrovata in buone condizioni di salute. L’elenco di interventi delle squadre di terra e degli elicotteri è ovviamente molto lungo e ci pone di fronte ad alcune questioni.

 

Tralasciando l’aspetto dei costi dei soccorsi (ricordiamo che una legge regionale prevede il pagamento dell’intervento se il soccorso non ha la preparazione specifica e l’attrezzatura adeguata; e parliamo di migliaia di euro…) va considerato in primo luogo, prima di affrontare un percorso (in auto, in bici, a piedi), se si è in grado di percorrerlo. In caso di soccorso, ci sono prima di tutto infatti persone che dedicano il loro tempo e le loro competenze, il Soccorso alpino è su base volontaria, e di questo non bisogna abusare. Anche perché spesso accade che, come ha ricordato Simone Alessandrini del Soccorso alpino, «C’è una forma di incoscienza» in chi affronta l’ambiente montano, e mette a repentaglio la propria e altre vite.

(immagine di repertorio)