«Abbiamo pensato ai migliori al mondo, anche a Carlo Ancelotti»
(di Monica Colombo) Puntuali alle 13, i manager della Figc hanno fatto ingresso nel cortile della Lega di A. Su una berlina il presidente Giovanni Malagò, sull’altra auto il direttore tecnico a cui è affidato il rilancio del nostro calcio, Paolo Maldini, affiancato dal braccio destro Leonardo.
Su al quarto piano li attendevano i vertici dei club, schierati in attesa del discorso programmatico del nuovo presidente della Federcalcio. Collegati in videoconferenza Claudio Lotito, Aurelio De Laurentiis e i rappresentanti di Genoa e Frosinone.
«Sono molto felice di essere qui, visto che da un gruppo di società della A è partita la mia candidatura» ha dichiarato Malagò dopo un colloquio avvenuto 75 minuti circa con le società. «Poi c’è stato quasi unanime consenso, e quindi ho deciso di buttare il cuore oltre l’ostacolo dopo l’esperienza Milano-Cortina. Al calcio faccio fatica a dire di no. Mi sono imbattuto in diverse incombenze fra cui il dossier olimpico del 2032. Chi mi ha preceduto ha pensato che fosse giusto autoresponsabilizzarsi su ct e filiera. Io rispetto al passato ho invertito la clessidra penso di essere un discreto persuasore. In questo caso le idee sono stati fondamentali per chiudere con Paolo e Leo. So che la curiosità che ha maggiore appeal riguarda il ct, ma non c’è solo questo. Abbiamo una condivisione totale, non faremo nulla in cui non saremo d’accordo. Paolo al quarto piano ha parlato di progetto da sviluppare in otto-dieci anni. Per quel che mi riguarda spero di godere della fiducia per essere confermato per il prossimo quadriennio».
Paolo Maldini indica la tempistica per il ct: «L’ideale sarebbe entro questa settimana ma ancor più aspettare chi vogliamo. C’è fretta ma, dentro di noi, non così tanto». Leo aggiunge: «Vorremmo fare quanto prima, dobbiamo aspettare qualche giorno. Ci sono piani a, b, e c che sono chiari nella nostra testa». Paolo Maldini spiega le emozioni che lo hanno spinto ad accettare un piano che nasconde insidie ed aspettative: «Sono sensazioni di grande pressione, è progetto ambizioso, una chiamata alle armi. Abbiamo chiaro il progetto in sé, ho voluto convincere Leonardo perché tra noi c’è condivisione totale di valori». Leonardo ha spiegato. «Io e Paolo siamo complici di sogni e pensieri. E’ arrivata questa opportunità, c’è stata unanimità totale attorno al nome di Maldini. Avevamo tanti valori in testa, l’amicizia ci permette di lavorare bene insieme. Attorno al futuro del calcio italiano vedo tanto pessimismo, ma c’è tanto lavoro da fare. Dobbiamo creare un movimento. Devo dire che la Lega di ci ha dato completa disponibilità».
Un nuovo Club Italia sta nascendo: quali caratteristiche dovrà avere? Maldini ha illustrato. «Cercheremo di dare valori tecnici». Leonardo è entrato nello specifico: «La federazione ha tre mondi. Nazionale A, giovanili e settore tecnico. Chi lo presiede deve essere a capo di questi mondi. Il calcio italiano è rimasto indietro, poco propositivo. Dobbiamo dare libertà, metodologia tecnica. Vogliamo che sia calcio forte».
Un dubbio aleggia nella testa di tanti. Maldini, perché ci ha messo tanto a decidere? «Non sapevo la difficoltà, non ero convinto ma poi ho percepito in tutte le componenti la voglia di nuovo». A Leonardo il compito di compilare l’identikit del tecnico ideale: «Dobbiamo trovare chi ragiona come noi, tanti tecnici possono essere vincenti e ci deve essere armonia. Bisogna dare la linea. Se ogni due anni cambia allenatore non si riesce». Il fantasma che aleggia nella sala delle conferenze è Pep Guardiola: quali sono gli ostacoli che frenano la fumata bianca? Economici o scelte di vita del tecnico catalano? «Non possiamo dare notizia su quello che succedendo, era giusto partire dai migliori al mondo e verificare la disponibilità generale. Avete individuato uno degli obiettivi ma abbiamo parlato anche con Carlo Ancelotti prima di discutere con Pep». Chiusurà di Malago: «Con i presidenti dopo due settimane abbiamo parlato anche di contratti. I club mi hanno detto che non ci sarebbe stato tema economico. Quando sono stati stilati i contratti ho chiesto a Paolo quali premi inserire in caso di traguardo di quali obiettivi. E sapete? Da Paolo e Leo non è partita la richiesta su premi e bonus perché sono dei vincenti».