MILANO, 23 luglio (Reuters) – Forte della partecipazione del 48% raggiunta in Commerzbank, UniCredit spinge affinché la banca tedesca inizi a seguire già a partire da gennaio il piano ‘Unlocked’ elaborato dal gruppo italiano, e se ciò non avverrà non è escluso che utilizzi il proprio peso per un intervento sulla governance.
Lo ha detto l’AD Andra Orcel che, dopo aver pubblicato risultati trimestrali superiori alle attese e migliorato la guidance sugli utili, ha approfondito il tema Commerzbank.
Orcel ha chiesto l’apertura di dialogo con Berlino, azionista della banca tedesca, e con i rappresentanti dei lavoratori dell’istituto che, a loro volta, hanno respinto l’invito ad un dialogo diretto, sottolineando che qualsiasi confronto sul futuro della banca deve avvenire attraverso il management dell’istituto, guidato dalla Ceo Bettina Orlopp.
“Siamo nella posizione di convocare un’assemblea straordinaria e di esercitare…il controllo”, ha detto Orcel nel corso della conference call con gli analisti sulla trimestrale.
“Lo faremo se sarà necessario, ma le nostre aspettative sono (di non doverlo) fare al momento se siamo tutti siano allineati e procediamo nella stessa direzione… a partire dal primo gennaio”, ha detto.
Orcel, banchiere con una lunga esperienza nelle operazioni straordinarie e che ha costruito la propria offensiva su Commerzbank anche attraverso un uso sofisticato dei derivati, ha lasciato intendere di avere margini di manovra negoziali da offrire.
“Siamo arrivati ad avere il controllo, potenzialmente, senza dover fare alcuna concessione, come di solito si fa in una transazione. Quindi ora siamo abbastanza aperti”, ha detto Orcel in un’intervista a Cnbc.
GOVERNO TEDESCO E SINDACATI: DEVONO ESSERE LE BANCHE A PARLARE
UniCredit è entrata nel capitale di Commerzbank nel 2024, suscitando una forte opposizione in Germania, con il governo che ha definito ostile l’approccio della banca italiana e sostenuto il progetto di indipendenza dell’istituto tedesco.
Un rappresentante del ministero delle Finanze tedesco ha ribadito oggi le critiche verso quelle che Berlino considera tattiche aggressive da parte di UniCredit, aggiungendo che il dialogo spetta alle due banche.
Un portavoce di Commerzbank ha detto che solo un approccio costruttivo può creare valore per tutti gli stakeholder, mentre il presidente del consiglio dei lavoratori, Sascha Uebel, ha criticato la scelta di UniCredit di rivolgersi direttamente ai rappresentanti dei dipendenti.
“Possiamo per favore comportarci tutti da adulti?” ha detto Uebel sottolineando che, secondo le normative di diritto societario, è il management a decidere ciò che accade in un’azienda.
Il governo tedesco possiede ancora il 12% di Commerzbank, quota ereditata dal salvataggio del 2009. UniCredit dovrà acquistarla per poter procedere, nel giro di due o tre anni, all’eventuale fusione di Commerzbank con la controllata tedesca Hvb.
Anche prima di una fusione completa, tuttavia, UniCredit ritiene di poter ottenere benefici economici dall’adozione della propria strategia da parte di Commerzbank.
Oggi la banca ha aumentato del 50% la stima delle sinergie, portandola a 1,2 miliardi di euro ante imposte. Un obiettivo che gli analisti di Citi definiscono “molto ambizioso nei tempi indicati”.
Orlopp ha detto che qualsiasi eventuale trattativa dovrà riflettere il peso della Germania nel gruppo combinato e rispettare il modello di business della banca tedesca.
MIGLIORA GUIDANCE, CANCELLA BUYBACK
Tornando alla trimestrale, UniCredit ha registrato nel periodo aprile-giungo un utile netto di 2,9 miliardi, sopra i 2,8 miliardi stimati in media dagli analisti nelle previsioni raccolte dalla banca, sostenuto dal calo dei costi e della forte crescita delle commissioni.
Per il 2026 UniCredit vede un utile “ben superiore” agli 11 miliardi di euro, o circa 11,5 miliardi escludendo i costi di integrazione, rispetto alla precedete guidance di “uguale o superiore”.
La banca stima inoltre che l’utile salirà a ben oltre i 13 miliardi nel 2028 prima dei costi di integrazione e del consolidamento integrale di Commerzbank.
Sul fronte del capitale, con la cancellazione del buyback da 4,75 miliardi di euro – risorse che verrebbero reinvestite in attività a maggiore rendimento – UniCredit prevede di mantenere quest’anno un coefficiente patrimoniale Cet1 attorno al 13% nonostante l’impatto derivante dal consolidamento di Commerzbank nei propri conti.
Prima dell’eventuale consolidamento integrale di Commerzbank il coefficiente patrimoniale è atteso al 15% quest’anno.
Secondo Orcel, tutte le autorizzazioni necessarie potrebbero arrivare nel quarto trimestre, prima del previsto.
La cancellazione del buyback ha oggi pesato sull’andamento del titolo UniCredit a Piazza Affari: alle 15,20, perde il 4,6%
(Versione italiana Andrea Mandalà, editing Stefano Bernabei)