di
Viviana Mazza

Le mosse della Casa Bianca su inflazione e prezzi dell’energia (e gli scandali) peseranno sul voto

DALLA NOSTRA INVIATA
WASHINGTON – Secondo un nuovo sondaggio di Emerson College condotto a luglio, il partito democratico ha 11 punti percentuali di vantaggio sui repubblicani nelle elezioni di midterm. Non si tratta di una rilevazione condotta per un seggio specifico, ma in termini più generici: il 53% degli interpellati afferma che voterebbe per un generico candidato democratico (il 3% in più rispetto allo scorso mese) mentre il 42% voterebbe per un candidato repubblicano (il 2% in meno rispetto al mese scorso). 

Spencer Kimball, direttore esecutivo di Emerson College Polling, nota che le elettrici tendono a preferire il candidato democratico con un margine del 27%; gli uomini invece sono più divisi (tra gli elettori maschi il candidato democratico ha un vantaggio sul repubblicano di appena 5 punti). 



















































Altri sondaggi recenti hanno mostrato invece un vantaggio più ridotto del partito democratico. Per esempio, un sondaggio condotto da YouGov e dalla rivista The Economist a luglio vede i democratici in vantaggio di 5 punti percentuali; un’altra rilevazione di Morning Consult li mostra in vantaggio di soli 3 punti percentuali (meno rispetto al mese scorso, al contrario di quanto rilevato da Emerson). 

Secondo una media dei sondaggi calcolata dall’esperto Nate Silver, i democratici hanno 6 punti di vantaggio (al 48% contro il 42% dei repubblicani). Storicamente, il partito al potere va peggio dei rivali nelle elezioni di midterm: al momento i repubblicani controllano sia la Casa Bianca che entrambe le camere del Congresso, e quindi c’è la possibilità che i democratici rovescino la situazione attuale al Campidoglio. 

I leader del partito democratico sperano di trarre vantaggio dal basso tasso di popolarità del presidente Trump e dalla diffusa frustrazione per l’economia, i prezzi dell’energia e l’inflazione. Ma il redistricting (la ridefinizione dei confini dei collegi elettorali) e alcuni colpi di scena imprevisti (come le accuse di stupro che hanno costretto a sostituire il candidato democratico al Senato in Maine Graham Platner) rendono più difficili le previsioni. 

Mancano ancora più di 100 giorni al voto: in questo momento, molti ritengono che i democratici abbiano buone possibilità di rovesciare la Camera, mentre la conquista del Senato pare più difficile. 

23 luglio 2026 ( modifica il 23 luglio 2026 | 23:18)