“Stiamo lavorando ad un progetto di 8-10 anni. Cerchiamo un tecnico che ragioni come noi”: dietro alle parole in Lega del dt e dell’advisor. Per Pep problemi di natura familiare, resta un sogno difficile. Pirlo l’alternativa

Sono bastate un paio di frasi per far capire a tutti, dai presidenti ai tifosi, che Paolo Maldini e Leonardo hanno un progetto azzurro molto ben definito (e lungo, visto che parlano di “8-10 anni”) e che vogliono portarlo avanti, secondo i loro paradigmi, ad ogni costo e senza guardare in faccia nessuno. Ieri dt e advisor si sono presentati nei loro nuovi ruoli alla Lega Serie A e poi alla stampa, per la prima volta da quando Giovanni Malagò li ha scelti per aiutarlo nella necessaria rivoluzione del calcio italiano. E inevitabilmente si è parlato del prossimo ct. Al termine della conferenza l’impressione è da nessuna sfumatura di grigio: il top Guardiola o la scommessa Pirlo.

la linea—  

Il presidente Malagò ha iniziato il suo discorso alla stampa facendo ancora un convinto richiamo alla “condivisione totale” di scelte e progettualità, anche di lungo periodo: “Io che spero di essere rieletto parlo di 6 anni, Paolo per rifondare il calcio addirittura di 8-10”. Un concetto, che Maldini ha fatto ampiamente presente anche davanti ai presidenti. Quindi i due neo dirigenti hanno affermato più o meno all’unisono: “Abbiamo le idee chiare”. Anche sul prossimo allenatore della Nazionale. Dopo aver parlato a lungo di un nuovo movimento calcistico che coinvolga tutto il settore, tracciano l’identikit del commissario tecnico (impresa apparentemente non facile, visto che i profili emersi finora sono anche immensamente distanti): “Cerchiamo un allenatore che ragioni come la direzione tecnica, ovvero come noi – ha detto Leonardo -. Ci sono tanti tecnici che possono essere vincenti, noi cerchiamo la sintonia, un’armonia di pensiero tra l’allenatore e la direzione tecnica. Noi siamo qui per dare la linea”. Idee chiare, molto chiare. E pure nuove, perché finora certe prese di posizione erano prerogativa del presidente. 

tutto su pep—  

Ma andiamo avanti con il discorso ct. Maldini, seguendo quanto già detto da Malagò nei giorni scorsi, ha confermato il nome di Guardiola, aggiungendone però un altro su cui finora nessuno si era mai sbilanciato: “Non posso dare troppe notizie su quello che sta succedendo adesso con Pep, ma posso dire che per lui l’aspetto economico non è in alcun modo rilevante. Non vi nascondo che abbiamo parlato anche con Carlo Ancelotti”. Guardiola resta dunque il vero grande obiettivo, l’uomo per cui vale la pena attendere, anche perché pare che solo lui potrebbe mettere tutti d’accordo. Del resto, a 55 anni, è il secondo allenatore più vincente della storia del calcio dopo Ferguson. Pep ha ancora molti dubbi, principalmente di natura familiare, ma la Federazione ha puntato (anche economicamente, ma il ritorno di immagine sarebbe immenso) tutto su di lui. Un all-in rischioso ma comprensibile, visto il valore del personaggio. I tempi di attesa? “L’ideale sarebbe questa settimana, ma è ancor meglio aspettare la persona che vogliamo. La fretta c’è perché abbiamo una partita a breve, ma alla fine dentro di noi non è nemmeno tanta”, dicono Maldini e Leonardo. Nessun ultimatum a uno come Pep, si attende sperando che si convinca. Lo vorrebbe anche la Serie A, tanto che il presidente dell’Inter Marotta, intervenendo dopo i discorsi della nuova dirigenza azzurra in Lega, ha espresso soddisfazione per il nuovo progetto tecnico della Federazione, riconoscendone l’assoluto livello e auspicando che grandi eccellenze puntino a loro volta su delle eccellenze, senza andare al risparmio.

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c’è pirlo—  

E se Guardiola dicesse no? Davanti ai presidenti Maldini è andato oltre, affermando che “più dei soldi conta la sintonia con noi”. Parole che sembrano chiudere definitivamente il discorso Conte/Mancini, tecnici di esperienza e con personalità troppo forti per accettare a priori di “ragionare come la direzione tecnica”, e spalancare la porte a Pirlo. Dt e advisor, condividendo ogni cosa con Malagò, hanno puntato prima i migliori al mondo, Ancelotti e soprattutto Pep, ma in alternativa oggi è facile pensare si scelga Pirlo, tecnico che corrisponde a quel profilo giovane che piace al dt, qualcuno pronto a un calcio nuovo che possa comprendere e adeguarsi anche alla filosofia dei due dirigenti. Pep o Pirlo, bianco o nero. E nessuna sfumatura di grigio.