di
Alfio Sciacca

Il Tribunale di Sorveglianza di Torino e quello di Milano procedono entrambi sull’istanza per i differimento della pena. I legali: «Ci batteremo perché possa lasciare il carcere»

Nel merito forse non cambierà nulla. Ma il cortocircuito procedurale tra i Tribunali di Sorveglianza di Milano e Torino è veramente singolare. Dopo essersi dichiarati entrambi incompetenti a decidere sull’istanza dei legali di Mario Ruggero per il differimento della pena, alla fine entrambi hanno deciso o avviato l’iter per decidere

L’ultima sorpresa è di ieri. Agli avvocati del gioielliere è stata infatti notificata la convocazione, per il 16 settembre, dell’udienza del Tribunale di Sorveglianza di Milano che dovrà decidere sull’istanza di differimento pena. Peccato che la notifica arrivi il giorno dopo che il giudice di sorveglianza di Torino ha già rigettato l’istanza di Roggero. Decisione che comunque dovrà essere ratificata, in sede collegiale, dal Tribunale di Sorveglianza di Torino, che non ha ancora fissato una data. Allo stato dunque sulla stessa istanza si pronunceranno due diversi Tribunali di Sorveglianza.



















































E tutto è ancor più strano proprio perché prima Milano e Torino si erano dichiarati entrambi incompetenti a decidere, rimpallandosi l’istanza. Per dirimere la controversia Milano ha anche sollevato, presso la Corte di Cassazione, il conflitto di attribuzione. Ma ancor prima che la Suprema corte si pronunci, di fatto c’è un giudice di sorveglianza, a Torino, che ha rigettato l’istanza e Milano che ha fissato l’esame collegiale (due togati e due esperti) a settembre.

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Un pasticcio sul quale si incunea la difesa di Mario Roggero. «Non vogliamo entrare nel conflitto tra Milano e Torino — spiega l’avvocato Stefano Marcolini —, ma siamo fiduciosi che di fronte ad un collegio ci sarà nodo di esaminare con più attenzione le ragioni per cui, secondo noi, a Roggero va concesso il differimento pena in attesa dell’esame della domanda di grazia».

Ieri il legale lo ha incontralo nel carcere di Bollate. «Sta bene —afferma— lega sempre più con gli altri detenuti e va avanti nel suo percorso di presa di coscienza». A breve potrà occupare in modo più proficuo le sue giornate in carcere. «Legge, passa molto tempo in biblioteca — dice il legale —, ma quanto prima inizierà anche a lavorare. Gli saranno assegnate delle mansioni di contabile e potrà mettere a frutto le sue competenze».

24 luglio 2026 ( modifica il 24 luglio 2026 | 08:50)