di
Luca Goffi

Il culturista della Valle Camonica ha ottenuto la laurea Honoris Causa in Exercise Science and Human Performance all’Asomi College of Science

Il bodybuilding può salvare la vita. Il culturista della Valle Camonica, Andrea Presti, più volte classificato nella competizione Mister Olympia, è entrato nella storia: è il secondo uomo al mondo dopo Arnold Schwarzenegger a ottenere la laurea. Il trentottenne ha ricevuto il riconoscimento Honoris Causa in Exercise Science and Human Performance da parte della ASOMI College of science nella sala d’onore del Coni: «Non trovo le parole per esprimere l’emozione, la gratitudine e la riconoscenza che provo nell’essere il secondo bodybuilder al mondo a ricevere questo onore, dopo Schwarzenegger», ha scritto in un post lo scorso 9 luglio.

Dopo aver razionalizzato le proprie emozioni, Presti ha poi pubblicato un reel in cui ha fatto un piccolo bilancio della propria vita: «Che cosa significa per me aver ricevuto una laurea honoris causa, che tra l’altro la sto guardando adesso, è proprio bella. Ha un valore incredibile da più punti di vista. Da quando espressi il desiderio di voler fare il bodybuilder e capii che quella era la mia strada, il mio futuro, ho sempre cercato di unire la mia carriera professionale, atletica, agonistica, con quella della divulgazione, perché io al bodybuilding devo veramente tutto. Il bodybuilding c’era nei momenti peggiori, il bodybuilding mi ha dato una mano a uscire da alcuni momenti che mai avrei pensato di poter superare».



















































Nel corso degli anni, il culturismo si è trasformato da semplice passione a qualcosa di ancor più importante. «E adesso non è solo rimasta la mia più grande passione, il mio più grande amore, ma è anche un lavoro, è una, è una prospettiva futura che diventa sempre più solida e sempre più chiara, perché molti a un certo punto rinnegano il bodybuilding, molti a un certo punto lo abbandonano parlandone male. Non so come queste persone facciano, perché io più ci penso e più mi rendo conto che veramente gli devo tutto – ha dichiarato il bresciano -. Questo foglio, questo attestato, questo pezzo di carta permette di far sì che finalmente il nostro sport abbia una configurazione che non si limita alle palestre, che non si limita ai soli luoghi in cui siamo abituati a vedere che il bodybuilding si esprime. Va oltre. E l’ambito accademico in questo senso è sempre stato un tabù quasi per il nostro sport. Parlare di bodybuilding all’interno delle altre discipline era quasi sacrilego. Ecco, invece no, ci siamo arrivati, ma non grazie ad Andrea Presti. Grazie a tutto il lavoro che tante persone come me hanno fatto in questi anni, soprattutto a livello di divulgazione. Questa è davvero una grande vittoria».

Dunque, agli occhi di Presti si tratta molto più di una laurea ma di una legittimazione di un intero movimento sportivo: «È una grande dimostrazione che siamo una realtà che esiste, una realtà che è sempre più forte, che è sempre più seguito non solo sui social, ma nei luoghi in cui si esprime nelle palestre. Ci sono sempre più ragazzi giovani che cominciano ad allenarsi, che cominciano ad appassionarsi, che a volte anche si perdono all’interno della quantità di informazioni eccessiva che i social propongono. Ma meglio che sia così piuttosto che l’anonimato. Non dobbiamo più sparire, dobbiamo continuare ad esistere, continuare a far sì che le persone possano conoscere quanto di bello la nostra disciplina può dare, quante vite ha, nel vero senso della parola, salvato. E una di queste vite è la mia». 


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24 luglio 2026 ( modifica il 24 luglio 2026 | 10:51)