James va ai Sixers, che con un quintetto completato da Maxey, Edgecombe, Jaylen Brown ed Embiid diventano una della grandi favorite per il titolo
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24 luglio – 18:15 – MILANO
Philadelphia. LeBron James ha scelto, dopo averci pensato su parecchio, quest’estate. Giocherà la prossima stagione per i 76ers. Firmerà un contratto biennale da 8 milioni di dollari, con opzione del giocatore per la seconda stagione. Ha fatto lo sconto a Philly, ha scelto davvero di provare a vincere un quinto titolo Nba prima di dire basta con la pallacanestro. Philadelphia significa Joel Embiid, Jaylen Brown Tyrese Maxey, dunque significa assalto al titolo. E la volontà di non privilegiare per forza il marketing, il brand personale, il tour d’addio nelle arena d’America, ma appunto provare ad aggiungere un altro trionfo alla sua straordinaria e infinita carriera.
LA SCELTA—
Philadelphia in questo mercato aveva già portato Brown nella città dell’amore fraterno grazie a una clamorosa e inaspettata trade con Boston. Il quintetto Maxey-Edgecombe-Brown-James-Embiid sulla carta può giocarsela con tutti nella Eastern Conference, proporsi come primo antagonista dei New York Knicks campioni in carica. LeBron ha aspettato il 24 luglio per decidere, dopo aver tirato la sua decisione davvero per le lunghe, poi ha sorpreso tutti, una volta di più. Dopo le maglie di Cleveland, Miami e Los Angeles Lakers, giocherà dunque per Philadelphia. Aveva fatto capire che voleva tornare a Est, forse per evitare le “corazzate” San Antonio e Oklahoma City. Detto, fatto.
LE OPZIONI—
James era svincolato, il suo contratto con i Los Angeles Lakers scaduto da tre settimane e stavolta non rinnovato. LeBron era sul mercato e aveva abbassato le pretese salariali dopo aver capito che le opzioni altrimenti per lui sarebbero state molto limitate, non potendo garantire un futuro agonistico oltre la prossima stagiona. E così le squadre che si erano fatte sotto sono poi diventate cinque, le sue “finaliste”: Cleveland, Golden State, Miami, Philadelphia e Minnesota. I 76ers gli garantivano l’opportunità migliore di competere per il titolo, ma come Minneapolis, che oltretutto aveva il vento contro del meteo gelido dei mesi invernali e del mercato decentrato, pareva sfavorita dalla logistica. Cleveland contava sul vantaggio del ritorno a casa, del “lieto fine” fiabesco. Golden State puntata sul brand di Steph Curry e quello dei recenti successi dei Warriors da fondere con quello di LeBron e la comodità di poter gravitare su Los Angeles, centro dei suoi affari. A Miami James aveva già giocato e vinto, la familiarità era ovvia, scontata. Ha prevalso Philly, alla fin fine. Contro tutti i pronostici. Non era immaginata come l’opzione favorita. E invece ha avuto l’ultima parola.
LE PAROLE—
James ha motivato la sua scelta sui social media, su X: “Amo ancora questo sport, ho ancora (tanto) da dare. Non ho scelto per soldi. Non ho scelto per esigenze familiari. Ho ancora voglia di sacrificarmi, di lavorare. Voglio competere, provare a vincere, puntare a un altro titolo”.
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I NUMERI—
– LeBron compirà 42 anni il 30 dicembre. Selezionato per 22 volte come All Star, è stato 4 volte campione Nba, due con Miami, una con Cleveland e un’altra con Los Angeles. Quattro volte Mvp Nba, altre quattro Mvp delle Finals, miglior realizzatore della storia della lega. La sua ultima stagione, ai Lakers, l’ottava in gialloviola, l’ha chiusa con 20.9 punti, 7.2 assist e 6.1 rimbalzi per partita. Ai playoff, senza di fianco Luka Doncic, infortunato, James è stato il miglior marcatore dei Lakers che hanno eliminato Houston al primo turno e sono poi usciti contro Oklahoma City. A LeBron quel finale non era piaciuto. E così ha scelto una squadra ambiziosa con cui puntare al lieto fine, mettendoci la faccia, rilanciando l’ennesima sfida. Non era scontato. Proprio per niente.
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