Lorenzo è negli Stati Uniti, pronto a tornare in campo dopo l’infortunio. Ha abbandonato Perlas stringendosi attorno al team formato da Tartarini e Fiorucci, che l’ha portato al quinto posto mondiale


Marco Iaria

Giornalista

24 luglio – 18:31 – MILANO

Lorenzo Musetti è pronto al rientro nel circuito. Mercoledì scorso è partito per Washington, dove lunedì scatterà l’Atp 500 che inaugura la stagione sul cemento americano. “Lollo” sarà la testa di serie n. 3, alle spalle di De Minaur e Fritz, nel torneo che segna il suo ritorno al tennis giocato a due mesi e mezzo dall’ultima partita, negli ottavi degli Internazionali d’Italia contro Ruud. “Oggi non volevo ritirarmi perché sono stanco dei ritiri. Qui a Roma ho giocato su una gamba sola e avevo paura di appoggiare la gamba sinistra”, disse dopo la sconfitta al Foro. Gli esami evidenziarono una lesione al retto femorale, con la conseguente rinuncia al Roland Garros. 

via crucis—  

Una stagione tribolata. Dopo aver raggiunto la quinta posizione mondiale e la qualificazione alle Atp Finals, la favola sembrava proseguire anche a Melbourne. Lorenzo si era qualificato per i quarti e, con un gioco incantevole, stava per mettere ko Djokovic. Le semifinali dell’Australian Open erano a un passo, ma, avanti di due set, l’azzurro ha iniziato ad accusare un fastidio alla gamba destra, diventato via via più insistente fino a costringerlo al ritiro. Rientrato un mese dopo a Indian Wells, dove è stato battuto all’esordio, si è fermato di nuovo per un problema al braccio destro. Poi la campagna sulla terra, ben lontana dalle super prestazioni del 2025: sconfitta al debutto a Montecarlo, quarti a Barcellona, ottavi a Madrid e Roma. Insomma, una lunga sequenza di guai fisici e tormenti mentali. Niente Wimbledon e test accurati al J Medical di Torino, che non hanno rilevato alcuna anomalia. In sostanza, non sarebbe emersa una causa organica specifica per gli infortuni muscolari alle gambe che hanno frenato il carrarino. All’inizio di luglio sono ripresi gli allenamenti a Montecarlo. La lontananza dal tour è stata l’occasione per svolgere una mini preparazione in vista della seconda parte del 2026. Per due settimane Lorenzo si è sottoposto a intense sedute in palestra con il preparatore atletico Damiano Fiorucci; l’ultima è stata dedicata allo scarico e al lavoro in campo con il coach Simone Tartarini. Quindi la partenza per gli Stati Uniti. 

team—  

Nel frattempo Musetti ha deciso di interrompere la collaborazione con José Perlas, ingaggiato lo scorso dicembre. È come se avesse voluto tornare all’antico, alla squadra di sempre, quella formata da Tartarini e Fiorucci, con il fisioterapista-osteopata Michel Polledri, che lo ha preso da ragazzo e lo ha portato ai vertici del tennis mondiale. Persone di fiducia, in un clima familiare e più intimo. Ciò di cui Musetti ha bisogno in questo momento. È una ripartenza in tutti i sensi. Eppure Lorenzo ha solo 24 anni e ha già raggiunto risultati eccellenti: il best ranking di n.5, due semifinali Slam, una finale in un Masters 1000 e il bronzo olimpico. Oggi è sceso al 15° posto. Da qui a novembre dovrà difendere 1430 punti, con il picco rappresentato dai quarti di finale agli Us Open. Ma i numeri, per ora, passano in secondo piano. C’è tutto il tempo per ritrovare il feeling con il campo, recuperare la fiducia e tornare a incantare il pubblico. Ne ha bisogno anche il circuito Atp. Lorenzo è una specie in via d’estinzione, con quelle variazioni sul tema e il rovescio a una mano. Una specie da proteggere.