di
Monica Colombo
Il no di Guardiola per motivi familiari proietta Pirlo in pole. Maldini e Leonardo voglioni un allenatore che lavori in sintonia, Malagò vorrebbe un allenatore con più esperienza
Il no di Pep Guardiola arrivato nella notte, per motivi di natura personale e non economica, ha proiettato Andrea Pirlo nella pole position degli allenatori iscritti alla corsa della panchina azzurra. Paolo Maldini e Leonardo hanno identificato nell’ex regista di Milan e Juventus, ora tecnico dello United Fc di Dubai, la figura ideale per rilanciare il disastrato sistema calcio Italia.
Del resto come avevano spiegato giovedì nella sala stampa di via Rosellini, i nuovi manager della federazione cercano un tecnico che ragioni come loro. «Tanti possono essere vincenti, ma noi vogliamo trovare un’armonia di pensiero. Quindi con lui dare poi la linea, a cascata, a tutta la filiera». È evidente che un allenatore del genere può essere solo Pirlo, che in carriera ha guidato la Juventus (in bacheca una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana), il Fatih Karagumruk e la Sampdoria prima di approdare negli Emirati. Tecnici più strutturati, con esperienza e curriculum come Antonio Conte (il preferito dai club di A) o Roberto Mancini, a cui Malagò aveva dato la parola, faticherebbero a inserirsi in un contesto del genere, dove il confronto con due uomini forti come Maldini e Leonardo sarebbe necessario.
Pirlo prima della eventuale firma quadriennale con la Federazione dovrebbe però liberarsi dall’accordo con la squadra del Golfo a cui è legato fino al 2027. Sono ore febbrili di attesa. Andrea spera, sa di godere della piena stima di Maldini e ritiene che non sarà un problema ottenere la risoluzione del contratto. Manca un ultimo tassello: il semaforo verde di Giovanni Malagò che non ha abdicato dal proposito di poter affidare il rinascimento azzurro a un allenatore con una bacheca di partite e trofei più ricca. Del resto il presidente della Figc è consapevole delle perplessità delle componenti. Da un lato ha promesso a Maldini di scegliere l’allenatore in piena condivisione, dall’altro sa che una scelta sbagliata verrebbe imputata alla presidenza federale. Di certo il week end sarà lavorativo.
24 luglio 2026
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