Un pezzo di storia del calcio polesano non c’è più. Nella giornata di oggi, venerdì 24 luglio, il giorno dopo aver compiuto 78 anni, si è spento Nevio Barison, una vera icona del mondo “pallonaro” sanmartinese.

Una storia incredibile la sua, partita dal campetto di paese, notato da Celestino Celio (colui a cui è intitolato lo stadio di San Martino di Venezze ndr), che ha vestito, negli anni Cinquanta, le maglie di grandi squadre di Serie A come Milan, Roma, Inter, Genoa, Padova, con una presenza in Nazionale. Celio nota subito le qualità del giovane Nevio e lo propone al suo Rovigo, dove allenava all’inizio degli anni Sessanta. Ma Nevio, dopo aver parlato con la famiglia, decide di rimanere a giocare nel campetto di paese, oltre a studiare in collegio. A 17 anni però, Barison lascia il “suo” San Martino per andare a giocare a Grignano, neopromosso in Prima categoria nel campionato ’65/66, agli ordini dell’allenatore-giocatore Granziero; annata che si conclude con l’immediata retrocessione, per vincere subito il campionato di Seconda categoria l’anno successivo nel ’66/67.

Nevio diventa ben presto protagonista anche con la Rappresentativa provinciale, dove si mette in luce assieme a un altro polesano, Patrizio Bonafè da Taglio di Po, e l’allora presidente del Grignano Severino Rizzieri lo porta a sostenere i primi provini con Spal e col Verona di Nils Liedholm, in Serie B, che lo aveva notato con la Rappresentativa e lo vuole nella sua squadra. Per Barison sarà decisivo l’ultimo provino svolto allo stadio Bentegodi, infatti sarà aggregato alla prima squadra in ritiro sui monti trentini a Tione e, in una prima amichevole giocata a Rovereto, Nevio si fa notare dal Barone durante la gara. Da lì Barison viene impiegato nel torneo De Martino nel 67/68 (un campionato vetrina riservato alle squadre di A, B e C e rivolto ai giocatori che trovavano poco spazio nei club e ai giovani), oltre a venire convocato qualche volta in prima squadra dallo stesso Liedholm.

Sarà un’annata trionfale per gli scaligeri che, con il “Barone” in panchina, centreranno la promozione in Serie A, e Nevio Barison, nel suo piccolo, sarà uno dei protagonisti di quell’annata. L’anno successivo per Nevio comincia la leva militare, assegnato a Milano. Grazie ai molti permessi concessi, nell’annata 68/69 riesce a giocare con la Gallaratese in Serie D, una squadra satellite del Milan. Dopo la leva, per il sanmartinese arrivano offerte calcistiche anche dal sud in Serie C, ma preferisce avvicinarsi a Rovigo. E nel 69/70, dal Verona ritorna a Grignano in Seconda categoria. L’annata dopo per Nevio inizia una nuova avventura nel Badia Polesine, col presidente Mario Rizzi e con il mister Mariuccio Vigna con cui nel ’72/73 vince il campionato di Prima categoria, rimanendo per le successive tre stagioni di Promozione: nel ’73/74 con mister Vigna prima e Danilo Vanin dopo; nel ’74/75 iniziando con mister Ferrari e proseguendo con Vanin e, infine, nel ’75/76 con mister Gino Vecchi. Era una Promozione che annoverava squadre blasonate come Arianese, Tagliolese, Castelmassa, Contarina, Sampietrese, Carpano Ca’ Venier, Rovigo, oltre a Cittadella, Monselice, Schio e Abano.

Dopo tre campionati di Promozione col Badia, per Barison arriva il primo serio infortunio al ginocchio sinistro: una distorsione. Decide di non operarsi, ma di continuare a giocare stringendo i denti. Per questo si ridimensiona, scegliendo di ritornare a “casa”, nel suo San Martino, dove la squadra del presidente Ignazio “Ciccio” Sattin in Seconda categoria si sta facendo le ossa. Nevio darà il suo contributo alla formazione gialloblù fino al campionato ’81/82, in cui i ragazzi dell’allora mister Taschin arrivano secondi. Da lì, Barison appende le scarpe al fatidico chiodo, cambiando pelle e diventando direttore sportivo nel campionato ’82/83 e successivamente trasmettendo la sua esperienza come allenatore per tre stagioni nelle giovanili del San Martino, mentre nel frattempo un altro grande calciatore sanmartinese come Corrado Rodighiero, inizierà la sua escalation portando il San Martino dalla Seconda categoria alla Promozione. Le ultime esperienze di allenatore per Nevio Barison hanno riguardato il settore giovanile dell’ex Union Destra Adige 2002.

Nevio Barison lascia la moglie Sandra, e i figli Andrea e Maria Cristina. I funerali si terranno lunedì alle 16, nella chiesa di San Martino di Venezze.