Le immagini della salina di Ocnele Mari trasformata in parte in campi da tennis rilanciano una domanda che riguarda tutti: come raccontare e rendere fruibile il patrimonio sotterraneo senza snaturarlo?

“Speleotennis?”, ha scritto chi mi ha inviato questa immagine.

In tempi di febbre da tennis, con la “Sinner-mania” che contagia tutti, ecco che i campi spuntano ovunque, anche sottotterra. Succede in Romania, nella salina di Ocnele Mari, dove una vasta camera sotterranea ospita oggi impianti sportivi e altre strutture dedicate al tempo libero.

Un modo decisamente insolito per fare sport: forse il termine “Speleotennis” non è poi così campato in aria!

L’impianto sportivo è diventato in questi giorni protagonista di numerosi post sui social.

L’impatto visivo è indubbiamente sorprendente. Le pareti di salgemma, modellate da decenni di attività estrattiva, fanno da sfondo ai campi da tennis, suscitando curiosità e commenti. Sui social, c’è chi considera questa riconversione un esempio originale di recupero turistico e chi, invece, si interroga sul significato di trasformare un ambiente sotterraneo in uno spazio dedicato ad attività che potrebbero svolgersi ovunque.

La salina di Ocnele Mari è uno dei più antichi siti di estrazione del sale della Romania. Dopo la progressiva dismissione di parte delle aree minerarie, alcune grandi camere sono state recuperate e destinate al turismo. Oggi il complesso comprende un museo minerario, una chiesa sotterranea, aree ricreative e strutture sportive, diventando una delle attrazioni turistiche più note del Paese.

La salina non è una grotta naturale, ma una miniera di sale riconvertita in parte a uso turistico. La riflessione proposta non riguarda il mondo della speleologia romena o balcanica, da sempre impegnato nella conoscenza, nell’esplorazione e nella tutela del patrimonio carsico, ma il più generale rapporto tra valorizzazione turistica e spettacolarizzazione degli ambienti sotterranei.

Il recupero di una miniera dismessa rappresenta certamente un’opportunità per conservarne la memoria e restituire questi spazi alla collettività. Tuttavia, miniere e grotte non sono semplicemente grandi volumi vuoti da riempire con nuove attività. Sono luoghi che raccontano la storia della Terra, del lavoro dell’uomo e dell’evoluzione del paesaggio. La loro forza risiede proprio nell’identità che li rende unici.

Le immagini provenienti dalla Romania offrono quindi uno spunto interessante per interrogarsi sul confine tra recupero e spettacolarizzazione. Un equilibrio non sempre facile da trovare, ma fondamentale se si vuole che il patrimonio ipogeo continui a essere conosciuto e rispettato per ciò che realmente rappresenta.

Fonte: immagine da post pubblicato sui social da DNA Tennis


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