di
Antonio Macaluso
I segreti del mostro del mare del miliardario americano: la «diplomazia marina» e le contestazioni, da Venezia a Trieste
Quando Tilman J. Fertitta ha contattato il celebre cantiere tedesco Lürssen, specializzato dal 1875 nella costruzione di yacht da 60 a 180 metri, sapeva bene cosa voleva. Il miliardario – ora anche ambasciatore americano in Italia – ha infatti acquistato negli anni almeno cinque imbarcazioni, tutte battezzate con lo stesso nome, Boardwalk, passerella.
Come accade generalmente agli armatori più ricchi, ha cominciato con un paio barche più «piccole», per salire ad un 50 metri e, nel 2021, ad un 77 metri del cantiere olandese Feadship. Poi, alla modica cifra di 450 milioni di dollari circa, il grande salto lo scorso maggio, con la consegna del mega yacht a sei ponti di 117 metri, Project 13797 il nome in codice, varato presso lo stabilimento Lürssen di Vegesack/Aumund, a Brema.
Le caratteristiche del «mostro» del mare
Fertitta ha inaugurato con il suo super yacht la cosiddetta «diplomazia marina», con ormeggi contestatissimi da Trieste a Venezia (altro 32 metri il mostro del mare è più alto di Palazzo Ducale). Ma com’è fatto? E quali sono i suoi segreti?
Costruito con scafo in acciaio e sovrastruttura in alluminio, Boardwalk è uno yacht di grandi dimensioni – «una nave vestita da yacht» – anche in termini volumetrici: la stazza lorda è stimata in oltre 5.300 GT (Gross Tonnage), dato che colloca questo gioiello e ne fa il 20° yacht più grande mai realizzato da Lürssen, superando di circa 1,9 metri l’Ahpo, acquistato dal miliardario canadese-giamaicano Michael Lee-Chin nel 2021 e passato due anni dopo ad un altro canadese, l’imprenditore Patrick Dovigi.
Gli artefici di Boardwalk compongono un team rappresentato dallo stesso cantiere Lürssen, che ha anche progettato l’architettura navale, Frank Woll che ha sviluppato il design degli esterni e curato anche gli interni, collaborando con la scomparsa Amy Halffman e con le designer Suzanne Glover e Teresa Francis. Insieme a loro l’armatore, Fertitta, ha partecipato attivamente e costantemente, intervenendo sull’organizzazione generale dei ponti, i flussi di bordo, fino alle scelte di stile degli interni e degli esterni.

Illuminazione e beach club
Pur nella riservatezza che caratterizza le vendite di yacht di queste dimensioni, il cantiere ha ammesso di ritenere Fertitta il vero responsabile della trasformazione di Boardwalk in una «sintesi perfetta tra visione personale e rigore ingegneristico».
Boardwalk ha linee esterne eleganti e senza tempo, nasconde un’anima tecnologica di ultima generazione, ha una struttura in acciaio e alluminio che ne garantiscono standard navali superiori, praticamente una nave nascosta sotto le spoglie di uno yacht, come si è detto, ma è progettata anche come un vero e proprio rifugio per famiglie.
Il design si ispira alla fluidità della vita marina, con superfici modellate per interagire costantemente con la luce naturale. Un concetto questo che si estende anche all’illuminazione notturna: con oltre 3.000 punti luce esterni, lo yacht supera di un terzo la dotazione standard per imbarcazioni di questa scala e riesce così a creare un effetto scenografico unico dopo il tramonto.
Tra le molte raffinatezze tecniche c’è sicuramente la porzione retrattile del ponte principale di poppa, posizionata sopra il vano scale che conduce al beach club. Una soluzione strutturale complessa, sigillata ermeticamente e certificata, che consente, grazie a un’apertura automatica, di rivelare i gradini solo quando necessario, mantenendo così la continuità estetica del ponte.
Centinaia di chilometri di cavi
Fertitta desiderava comodità e dunque massimizzazione degli spazi anche interni e dunque i progettisti hanno ad esempio allargato i corridoi ai limiti della struttura senza andare ad intaccare la metratura di saloni e cabine. Per ottenere un risultato del genere senza compromettere l’assetto di un gigante del genere, è stata necessaria una concertazione strettissima di sistemi tecnici, tubazioni e cablaggi (parliamo di centinaia di chilometri di cavi) in intercapedini isolate e ridotte al minimo dietro le pannellature. L’atmosfera è definita da grandi campiture di radica di mogano lucidata a specchio e di acciaio inossidabile, oltre che da forme complesse a doppia curvatura convessa, che generano un ritmo visivo continuo in tutti gli ambienti.

Saloni, sale vip e la sala macchina «visitabile»
Quanto all’illuminazione interna, ogni punto luce è stato scelto per valorizzare i materiali naturali e assecondare una sensazione di movimento anche in coperta. Il layout prevede, oltre a più saloni, 11 ampie suite, tra cui una cabina Vip a prua, dotata di bagno in onice e terrazza privata con vista panoramica sul mare. Tutte le cabine hanno accesso diretto ai ponti laterali tramite vetrate a tutta altezza in modo da consentire una connessione costante con l’ambiente esterno.
Altra trovata di grande effetto si trova al centro barca: una passerella con pareti in vetro attraversa la sala macchine, in genere ben lontana dagli ambienti frequentati dall’armatore e dai suoi ospiti, permettendo di osservarne il funzionamento e l’eccellenza della sua struttura ingegneristica.
Cosa c’è a bordo: golf, piscina e un fuoristrada 4×4
Le dotazioni di bordo sono quelle tipiche di yacht di questa portata e sono anche una delle voci più importanti dell’elenco costi. D’altra parte siamo nel campo del luxury lifestyle che non arretra certamente difronte a qualche milione di euro di sovraprezzo. Fertitta ha peraltro scelto di avere tutto a bordo di Boardwalk, a differenza di altri Paperoni. Jeff Bezos, per citarne uno, ha acquistato per circa 500 milioni di dollari Koru, una goletta a vela di 127 metri, al cui seguito viaggia sempre una nave di supporto, la Abeona, lunga 75 metri e sulla quale trovano posto elicottero, tender, auto e ogni altro tipo di gioco acquatico e attrezzature.
Boardwalk ha tutto a bordo: una spa completa, palestra professionale, cinema privato, una piscina e una vasca idromassaggio integrate nel ponte Tesumo. E poi tre tender Hodgdon personalizzati da 12 metri, un mezzo anfibio, fuoristrada 4×4 e una vasta gamma di veicoli terrestri che garantiscono ogni possibile esplorazione sia in mare che a terra. Infine, un’area dedicata al putting green per il golf e due eliporti, uno a prua e uno a poppa, per consentire spostamenti in velocità.

Il costo della gestione di Boardwalk: 40 milioni all’anno
Quanto costa mantenere ogni anno Boardwalk? Più o meno 40 milioni tra equipaggio, 42 membri (stipendi, gestione e addestramento del personale di bordo a tempo pieno), carburante e spostamenti, manutenzione e ricovero, revisioni periodiche, pulizia e assicurazione. C’è poco da fare, nessuno o quasi di noi potrà dire, pensando a Fertitta: “comunque siamo tutti sulla stessa barca”…
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24 luglio 2026 ( modifica il 24 luglio 2026 | 17:59)
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