Il Tottenham vuole 50 milioni per il difensore argentino, per convincerlo si pensa ad un prestito con obbligo di riscatto
Da proposta a occasione da cogliere. Il passo non è brevissimo ma il mercato estivo ha aperto una via che fino a qualche settimana fa l’Inter nemmeno pensava di percorrere. La pista del momento è quella che porta dritti a Cristian Romero, il difensore che può diventare il colpo nerazzurro di questa sessione. La società ha sempre continuato a ribadire che non c’è fretta e che non c’è necessità di agire con furia, nonostante manchi meno di un mese all’inizio del campionato e al netto del fatto che c’è bisogno di un paio di centrali, di un esterno a destra e magari anche di un ulteriore rinforzo in mezzo se si creeranno i giusti presupposti. Il Cuti in questo scenario si inserisce come un’opportunità che, al giusto prezzo e alle giuste condizioni, l’Inter non intende farsi scappare. Anche a costo di rivedere le priorità in entrata e la distribuzione del budget da piazzare.
Occasione—
L’argentino, campione del mondo nel 2022 e arrivato secondo all’ultimo Mondiale, è uno di quei profili sicuramente utili da subito. Un centrale pronto, che garantirebbe un approccio aggressivo, duro, in fase difensiva e allo stesso tempo propositivo quando si tratta di costruire, avviare l’azione. Già dalla passata stagione il baricentro della difesa di Cristian Chivu si è alzato, e per la prossima annata — quella del ben più difficile compito di confermarsi — la richiesta non cambierà di certo. A Romero non manca il coraggio, né il fisico. In Inghilterra è diventato il capitano del Tottenham e la stampa locale, che ha imparato a conoscerlo dal 2021, non ha tardato a definirlo un difensore dallo stile di gioco «senza compromessi» e che va avanti con la sua «riconoscibile e spavalda sicurezza in se stesso». Prendere o lasciare; Romero gioca come è. La qualità non manca, il temperamento nemmeno. Il tifosi Spurs non gli hanno ancora perdonato la “fuga” di metà aprile quando, infortunato, è andato via da Londra, mentre la squadra lottava per non scrivere una delle pagine più buie della sua storia con la retrocessione, per curarsi in Argentina. L’attenuante, lato Romero, era il Mondiale imminente; la piazza però voleva il suo capitano lì a soffrire sul posto. Visioni diverse. Romero non si è di certo pentito della sua scelta e probabilmente proprio da lì è nata la sua voglia di cambiare aria. Il Tottenham l’ha proposto a qualche squadra di Premier League e poi all’Inter, mentre si dialogava di Djed Spence. Ma sul Cuti c’era anche il Barcellona. La via catalana però sembra essersi chiusa, salvo sorprese: il club blaugrana ha bisogno di vendere prima di comprare e Romero non avrebbe intenzione di aspettare che i campioni di Liga risolvano le loro questioni in uscita.
Come Akanji—
Ecco perché un affondo dell’Inter ora potrebbe trovare un terreno più che fertile. Appurato che il giocatore tornerebbe molto volentieri in Italia, trovare un’intesa con lui sarebbe il primo passo per ripresentarsi dal club londinese con una proposta formale. Lì per il momento non intendono scendere da quota 50 milioni. Una valutazione importante e una cifra che i nerazzurri punterebbero a limare verso il basso. La chiave per poter accontentare tutte la parti potrà essere una formula che non preveda subito un acquisto del giocatore a titolo definitivo (come vorrebbe il Tottenham), bensì un prestito con obbligo — a condizioni facilmente raggiungibili. Un’alternativa per trovare comunque una quadra arrivando a una cessione. Insomma, un’operazione alla Akanji che l’estate scorsa arrivò dal Manchester City con la formula del prestito che poi è diventato obbligo di acquisto alla vittoria dello scudetto. Ed è stato un doppio successo. L’agente del giocatore ieri era a Milano, dove giovedì è tornato anche il diesse Piero Ausilio, oggi però atteso a Soverato per il Magna Graecia Film Festival. Evento e viaggio in Calabria a parte, Romero è un discorso che continuerà ad essere approfondito perché può davvero diventare una di quelle opportunità in entrata per cui l’Inter non vuole lasciare nulla di intentato.
© RIPRODUZIONE RISERVATA