di
Giuseppe Sarcina
Con il duplicato di Downing Street nel Nord il nuovo premier britannico avvia la «devoluzione dei poteri»: «È il più bel giorno della mia vita»
DAL NOSTRO INVIATO
LONDRA – Il nuovo corso britannico inizia anche da Heron House, un edificio squadrato in mattoni rossi, quattro piani, nel centro di Manchester. Finora gli abitanti della città lo conoscevano più per i cocktail e i «brunch» serviti nel bistrot della catena «Slug & Lettuce». Ma ora è probabile che gli ombrelloni e i tavolini debbano far posto agli agenti armati del «Padp», il Parliamentary and Diplomatic Protection, incaricati di sorvegliare la sede del governo britannico. Da venerdì 24 luglio la palazzina è la sede di «N.10 North», il duplicato nordista del numero 10 di Downing Street a Londra, l’ufficio del primo ministro del Regno Unito.
Andy Burnham ha subito messo in pratica quella che considera una componente fondamentale del suo programma: decentrare parte delle funzioni governative nel Nord del Paese, nella città di cui è stato sindaco dall’8 maggio 2017 al 19 giugno 2026. Inaugurando la nuova veste di Heron House, che già ospita un distaccamento dei servizi segreti, Burnham ha detto che sarà «la “situation room” (la sala operativa, ndr) per far diventare la Gran Bretagna un Paese migliore, il posto per spostare il potere da Westiminster (l’area delle istituzioni di Londra, ndr) nelle mani delle persone a livello locale, in modo che possano cambiare davvero le cose. È il momento più bello della mia vita. I giorni dell’opposizione del governo alla devoluzione dei poteri sono finiti, per sempre».
È un’operazione senza precedenti nel Regno Unito, almeno in queste dimensioni e con queste ambizioni. Burnham ha assicurato che andrà a Manchester almeno una volta alla settimana. Terrà delle riunioni del team economico creato nel 2008 dall’allora premier Gordon Brown per fronteggiare le conseguenze della grande crisi finanziaria. Coinvolgerà i sindaci del territorio e, parole sue, cercherà di rilanciare un ciclo di reindustrializzazione nelle regioni settentrionali.
Qualcuno ha ironizzato che si farà vivo da quelle parti quando giocherà in casa la squadra dell’Everton, nella vicina Liverpool, di cui è un accanito tifoso. Una battuta che riflette una robusta corrente di scettismo, diffusa anche nel Labour, il partito di Burnham. In effetti, bisogna ancora capire di che cosa si dovrà esattamente occupare il «N.10 North», senza sovrapporsi alle ampie competenze proprio dei sindaci e in una fase in cui le questioni più urgenti, il rilancio economico, la stabilità finanziaria, l’immigrazione, il riarmo, hanno una dimensione nazionale, se non europea. Burnham, però, è convinto che per contrastare la fuga dell’elettorato verso il populismo di Nigel Farage e di Uk Reform sia necessaria una strategia politica attenta anche ai bisogni più immediati, più concreti della popolazione. Non a caso ha dichiarato che il suo sarà un governo «contro l’aumento del costo della vita» e tra le sue prime misure ci sono l’abolizione dell’Iva sulle bollette elettriche, i benefici fiscali per il pub e un tetto per il costo dei biglietti degli autobus.
25 luglio 2026
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