La maglia a pois approfitta di due scivolate di Kuss nel finale e si prende la tappa regina. Seixas cede, Evenepoel e l’altro corridore della Uae completeranno il podio
Dopo il successo nella 18ª frazione, con arrivo a Orcières-Merlette, Richard Carapaz compie un’altra azione maestosa sulle montagne e ottiene il secondo trionfo di tappa a questa edizione del Tour de France. L’ecuadoriano della EF Education EasyPost, avvantaggiato dalla doppia caduta di Sepp Kuss che era in testa alla corsa, si è imposto dopo una lunga fuga nella 20ª tappa della Grande Boucle, 170,9 km da Le Bourg d’Oisans all’Alpe d’Huez. Alle spalle del vincitore del Giro d’Italia 2019, già campione olimpico a Tokyo 2020, si è piazzato Remco Evenepoel, il migliore dei big in salita, che ha superato proprio nel finale Kuss ed è giunto a 26” da Carapaz, cinque secondi prima dello statunitense. Dopo il capolavoro di ieri sulla prima tappa con arrivo all’Alpe d’Huez, Tadej Pogacar ha preferito non attaccare e ha deciso di restare insieme al suo luogotenente Isaac Del Toro, per scortarlo al traguardo e insieme sono arrivati a 1’05” da Carapaz. I due corridori della Uae-XRG hanno chiuso abbracciati con tanto di gesto delle corna, simbolo di esultanza di Del Toro. Il messicano, dopo il secondo posto al Giro del 2025 finirà questo Tour de France al terzo posto, davanti al francese Paul Seixas che invece è rimbalzato sul Col de Sarenne e ha pagato dazio. Il 19enne di Lione ha però conservato la quarta piazza nella generale, con 1’06” di vantaggio sul connazionale Lenny Martinez, quinto a 13’02” da Pogacar. Salvo cataclismi, Seixas finirà quarto il Tour, mancando l’appuntamento con il podio al suo primo Tour de France, dimostrando di essere il presente e soprattutto il futuro del ciclismo mondiale. In molti si aspettavano un altro sigillo (sarebbe stato il sesto) a questa Boucle di Tadej Pogacar, che comunque ha messo il sigillo sulla vittoria del 5° Tour. E invece è arrivato il secondo trionfo in tre giorni di Carapaz, che indossava la maglia a pois di leader dei Gran Premi della Montagna, classifica che si è assicurato nella tappa di oggi.
E’ stata una frazione durissima con quattro salite leggendarie: una di prima categoria, il Télégraphe (11,9 km al 7,1%), e tre fuori categoria, la Croix de Fer (24 km al 5,2%), il Galibier (17,7 km al 6,9%) e la salita finale all’Alpe d’Huez attraverso il Col de Sarenne (12,8 km al 7,3%). Una tappa caratterizzata da una fuga con diversi corridori di spicco del ciclismo internazionale: da Sepp Kuss a Davide Piganzoli, da Jai Hindley a Juan Ayuso, da Richard Carapaz a Thymen Arensman. A 45 km dal traguardo rimangono in quattro al comando: lo spagnolo Ayuso e tre vincitori di un Grande Giro come l’australiano Hindley (Giro 2022), l’ecuadoriano Richard Carapaz (Giro 2019) e l’americano Sepp Kuss (Vuelta 2023). Lo statunitense, ribattezzato The Durango Kid, riesce ad allungare ai -23 km, dopo il primo affondo di Hindley. Poi respinge il ritorno di Carapaz, ma sull’Alpe d’Huez l’americano scivola non una ma ben due volte e viene superato dall’ecuadoriano, che poi alzerà le braccia al traguardo.
buon compleanno—
Oggi giornata di “sopravvivenza” per Filippo Ganna, che compie 30 anni. Scherzando, il piemontese ai microfoni di Eurosport ha dichiarato questa mattina: “Oggi ho puntato la sveglia il più tardi possibile per recuperare da ieri e penso che oggi sarà la tappa più dura di questo Tour. Speriamo che il gruppetto sia numeroso. Sarà un bello spettacolo per il pubblico, per me invece nessun compito particolare. Mi hanno detto “cerca di sopravvivere”, cercherò di farlo”.
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il gran finale di domani—
La 21ª e ultima tappa del Tour de France metterà il sigillo sulla 113ª edizione con il tradizionale arrivo sugli Champs-Élysées. Per il secondo anno consecutivo il percorso includerà tre passaggi sulla salita di Montmartre, destinata a rendere imprevedibile il finale. Ma il tracciato non si svilupperà più sui 133 chilometri previsti ed è stato ridotto a 89 km a causa della situazione legata dagli incendi (già evacuate 140 mila persone). “A fronte dei numerosi incendi che stanno attualmente interessando la Francia, e in particolare la regione della Gironda, i servizi di emergenza sono pienamente mobilitati per combattere le fiamme, mentre le forze di sicurezza interne stanno lavorando per mettere in sicurezza le aree colpite e proteggere la popolazione”, è il comunicato congiunto della Prefettura di Polizia di Parigi e del comitato organizzatore della Grande Boucle. La partenza ufficiale avverrà dal traguardo alle 17:50 – i corridori completeranno due giri aggiuntivi dei Campi Elisi prima di immettersi sul circuito di Montmartre per l’arrivo previsto alle 19:45.
il percorso—
I corridori partiranno da Bourg d’Oisans, affronteranno la salita del Col de la Croix de Fer, il Col du Télégraphe, seguiti dalla discesa verso Valloire, poi la salita del Col du Galibier e infine il Col de Sarenne prima di raggiungere il traguardo ad Alpe d’Huez. Gran parte della tappa si svolgerà nella valle della Maurienne, la più grande area ciclistica del mondo.
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