Estate fa rima con mare, passeggiate ed esperienze all’aria aperta. Ma con la stagione calda cresce anche l’attenzione per alcune zoonosi, tra cui la leptospirosi.
Nell’aprile 2026 l’Organizzazione Nazionale per la Sanità Pubblica della Grecia (EODY) ha confermato tre casi sull’isola di Zante (Zakynthos).
Uno ha riguardato un uomo di 74 anni, deceduto dopo il ricovero; gli altri due pazienti, di 21 e 34 anni, sono guariti. Secondo l’EODY, non vi erano collegamenti epidemiologici tra i casi e i pazienti provenivano da aree diverse dell’isola.
Un batterio ambientale
La leptospirosi è un’infezione causata da batteri del genere Leptospira. L’Organizzazione Mondiale della Sanità la annovera tra le zoonosi più diffuse a livello globale, con circa un milione di infezioni e decine di migliaia di decessi ogni anno. I microrganismi vengono eliminati con le urine di animali infetti, soprattutto roditori, ma anche cani, bovini e suini. Il contagio avviene quando cute non integra o mucose entrano in contatto con acqua, fango o suolo contaminati. La trasmissione diretta tra esseri umani è considerata estremamente rara.
Perché proprio Zante
Le autorità greche ricordano che Zante registra da anni un’incidenza relativamente elevata rispetto ad altre zone del Paese, verosimilmente per condizioni ambientali favorevoli alla sopravvivenza della Leptospira. L’EODY segnala inoltre che le piogge intense e i limitati allagamenti delle settimane precedenti potrebbero aver favorito la persistenza del batterio nell’ambiente; per questo è stato inviato sull’isola un team di esperti per approfondire l’indagine epidemiologica.
Sintomi spesso confondibili con l’influenza
Dopo un’incubazione di 2-30 giorni (più spesso 5-14) possono comparire:
– febbre improvvisa; – cefalea intensa; – dolori muscolari, soprattutto ai polpacci e alla zona lombare; – brividi; – nausea e vomito; – marcata astenia; – arrossamento oculare (congestione congiuntivale). Molti soggetti sviluppano forme lievi o restano asintomatici.
Quando diventa pericolosa
In una minoranza di casi l’infezione evolve nella forma grave, detta malattia di Weil, caratterizzata da ittero, insufficienza renale, emorragie e, nei quadri più severi, interessamento polmonare o meningite. La buona notizia è che una diagnosi tempestiva consente, nella maggior parte dei casi, un trattamento efficace con antibiotici, riducendo sensibilmente il rischio di complicanze.
Il ruolo dei cambiamenti climatici
Numerosi studi pubblicati su riviste internazionali, tra cui Pathogens, The Lancet e PLoS Neglected Tropical Diseases, indicano che eventi meteorologici estremi, alluvioni e precipitazioni intense aumentano il rischio di esposizione alla leptospirosi in molte aree del mondo. La malattia è oggi considerata una delle zoonosi più sensibili al cambiamento climatico ed è sorvegliata con crescente attenzione anche in Europa.
Precauzioni in viaggio
– evitare di entrare in acque dolci stagnanti o in aree allagate dopo forti piogge; – proteggere tagli e abrasioni con cerotti impermeabili; – indossare scarpe chiuse durante trekking o escursioni in zone fangose; – lavare accuratamente le mani dopo le attività all’aperto; – bere esclusivamente acqua potabile sicura. L’acqua di mare, grazie alla salinità, è di norma poco favorevole alla sopravvivenza della Leptospira; il rischio riguarda soprattutto acque dolci contaminate.
Quando contattare un medico
Dopo un soggiorno in aree rurali o attività in acque dolci, la comparsa di febbre elevata, marcati dolori muscolari e malessere generale richiede una valutazione medica tempestiva, segnalando il viaggio o la possibile esposizione. Un riconoscimento precoce permette di iniziare rapidamente la terapia e, nella grande maggioranza dei casi, di ottenere una completa guarigione.
Fonti: Organizzazione Nazionale per la Sanità Pubblica della Grecia (EODY); Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS); European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC); Centers for Disease Control and Prevention (CDC); Pathogens; PLoS Neglected Tropical Diseases; The Lancet.
